In questa nuova edizione di CN24 tutte le copertine, come la prima pagina e le pagine delle province, si aggiornano automaticamente mostrando le nuove notizie. Inoltre, le categorie come Cronaca, Attualità ecc. sono riordinate in base agli articoli che leggi più spesso.

Coldiretti: la zootecnia calabrese a rischio estinzione a causa delle epizozie non debellate

Calabria Attualità

“La scellerata gestione della Sanità veterinaria da parte della Struttura Commissariale e del Dipartimento Tutela della salute stanno decretando il funerale della zootecnia calabrese”. Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria lancia un vero e proprio SOS per un comparto importante dal punto di vista economico-sociale dell’economia calabrese che – sottolinea – “è a rischio scomparsa con la conseguente estinzione di razze storiche e lo spopolamento in particolare delle aree interne e montane, ma a rischio ci sono anche i prodotti della filiera zootecnica tra i quali spiccano ben sei prodotti a Denominazione di Origine Protetta, ( salumi, pecorino crotonese e caciocavallo silano) che porterà ad accentuare una dipendenza dall’estero per carne, salumi, latte, formaggi”.

“Una insipienza - continua - avvalorata dalla inefficacia della Task Force veterinaria che si confronta a singhiozzo, naviga a vista e non ha un orizzonte concreto e piani efficaci per debellare le epizozie zootecniche quali brucellosi, tubercolosi, leucosi, lingua blù, vescicolare suina e Aethina tumida con i relativi effetti facili da immaginare. E’ una Regione che si contraddice – prosegue Molinaro – poiché da una parte con i fondi comunitari, prevede una serie di interventi, che giudichiamo positivi, per le aree interne con importanti risorse destinate e dall’altra si azzera la zootecnia che è il fulcro e comunque una delle attività economiche piu significative delle zone interne della nostra regione e che contribuisce in modo rilevante alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema. Il 2015 è stato un anno nero con la chiusura di decine e decine di allevamenti quasi tutti nell’alta collina e in montagna, con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente con il venir meno di una attività di presidio indispensabile contro il degrado. Uno stato di cose che non è più sopportabile – conclude - una grave crisi per il settore zootecnico ed è ormai ingiustificabile che gli allevatori, che con le loro aziende tutelano e preservano i territori e la biodiversità, non vedono giustamente remunerato il proprio lavoro e perciò chiediamo, al Presidente Mario Oliverio e al Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, di assumere coerenti decisioni, per aggredire efficacemente una situazione di straordinaria gravità.”