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Indici di performance sanitaria, Barbanti: la Calabria saldamente ultima negli IPS

Calabria Salute

"L’istituto Demoskopika ha reso noti i dati sugli indici di performance sanitaria (IPS) il cui dato più scioccante – e per i calabresi – più umiliante e’ la scelta di rinuncia a curarsi per circa 200.000 calabresi . I motivi ??"E' quanto dichiara in una nota il Deputato Sebastiano Barbanti.

"La spesa sanitaria - sottolinea - pro capite –anche se risulta tra le basse d’Italia – incide in percentuale di più sul reddito pro capite delle famiglie calabresi che e’ uno dei piu’ bassi d’Italia ( se non il più basso) . A questo dobbiamo aggiungere la mazzata della mobilità passiva che ci costa circa 300 Milioni di euro annui ( circa 170 euro a testa ) che va ad aggravare la percentuale di cui sopra.

Immaginate quindi una famiglia sucui piomba la mannaia della malattia, una famiglia tipo che già rimane a fatica poco sopra la soglia di povertà, appena e’ costretta dalle liste interminabili di attesa ( Calabria ultima in classifica) che di fatto costringono alla mobilità passiva ed alle spese catastrofiche (cliniche private) come facilmente può precipitare ben al di sottodella soglia di povertà .

Tutto questo e’ dovuto in primis ad un piano di rientro e ad una gestione commissariale che impedisce la giusta programmazione/organizzazione di lungo respiro ed i giusti investimenti per l’efficentazione del servizio. Emblematico e’ il caso dell’ordine perentorio con cui il Commissario Scura ha ordinato lo spostamento di 2 delle 5 Tac acquistate dall’ASP di Cosenza, dimostrando di non conoscere minimamente l’iter che aveva portato all’acquisto ed all’istallazione delle macchine e ne di conoscere leprerogative della ditta appaltante.

Per non parlare dellariorganizzazione ospedaliera che mira a chiudere ospedali necessari ( vedi Ospedale di Trebisacce ) che servono ad evitare la mobilità passiva diprossimità, che non riesce a trovare il bandolo della matassa dell’ ASP di Reggio Calabria, che assegna i Budget per le cliniche private secondo criteri ben lontani dall’essere trasparenti e che non incentivano minimamente il reale abbattimento della mobilità passiva.

Detto questo siamo solitiproporre delle soluzioni e le nostre – come abbiamo gia affermato in molte occasioni – mirano innanzitutto alla rimozione del commissariamento da parte dei Ministeri dell’ Economia e della Salute riaffidando le redini - e le responsabilità - alla Regione Calabria sotto la vigilanza dei ministeri competenti, l’affiancamento dell’ AGENAS e di un’altra Regione tra quelle piu’ virtuose.

Diversamente - conclude Barbanti - saremo destinatialla miseria che l’agenzia Demoskopika ha fotografato in maniera fin troppo realistica nel suo rapporto."