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Confartigianato: artigiani, commercianti e partite iva in gravissimo disagio

Calabria Attualità

“Una settimana di incontri, contatti con la base associativa tramite web, confronti e proposte e approfondimenti tramite il nostro Centro Studi Pitagora insieme alle nostre strutture associative, abbiamo registrato e recepito tutta una serie di difficoltà che hanno messo in ginocchio un tessuto produttivo che in concreto rappresenta la quasi totalità del nostro nerbo produttivo, comunque impossibilitato e incapace di intraprendere quel percorso di ripresa che sta mettendo a rischio tutto il mondo del lavoro autonomo che è sempre stato la spina dorsale del nostro Paese e non solo della nostra Calabria.” È quanto scrivono in un comunicato Carmine Corigliano e Salvatore Lucà, componenti di Confartigianato Crotone, e Attilio Benincasa e Raffaele Mostaccioli, membri di Confartigianato Catanzaro.

“Nell’indagine effettuata un dato di fatto difficilmente contestabile è la crisi difficilissima che le nostre Pmi e l’artigianato in generale stanno vivendo quotidianamente – prosegue la nota - e la mancanza di concreti sostegni e misure idonee a risollevare tutte quelle attività che rischiano seriamente di scomparire con continue perdite di posti di lavoro autonomo, dipendente e un pil naturalmente umiliante per una Regione che poteva e doveva avere margini di sviluppo importanti nel mentre purtroppo siamo irrimediabilmente ai margini e indietro anche a quelle realtà ultime degli ultimi, a prescindere delle medie nazionali a cui noi contribuiamo solo marginalmente. Tutti gli interpellati hanno manifestato l’esigenza di invertire la rotta, in caso contrario stiamo solo creando piccole imprese che subiscono solamente la scure di un fisco impietoso se non dovessero essere attivate tempestivamente strumenti di salvataggio seri per un contesto (MEZZOGIORNO) abbandonato da anni da una classe politica che per tante cause e concause ritiene di pensare a ben altro. Questa è la condizione registrata complessivamente, eccetto qualche rara eccezione in un clima di depressione paurosa.

I fattori negativi recepiti e più eclatanti sono i seguenti:

CREDITO La situazione finanziaria delle nostre aziende, soprattutto quelle di Medie e Piccole dimensioni e del mondo dell’artigianato, continua ad essere critica. Il mercato è fermo e gli investimenti necessari ai processi di innovazione tecnologica non partono, a causa soprattutto di un sistema bancario che, in sintesi, scoraggia ogni qualsiasi tipo di iniziativa. L’erogazione del Credito è infatti quasi del tutto inesistente, a causa soprattutto dei vincoli sempre più duri e stringenti imposti da tutto il sistema finanziario, BCE inclusa, oltre naturalmente al costo degli interessi che è al doppio di alcuni territori del nord

(CREDITO /Rapporto di Confartigianato: Crotone il denaro più caro d’Italia all’8,21% a Bolzano 3,91%). Probabilmente le scelte strategiche in atto indicano al sistema creditizio la Calabria solo come Territorio dove fare raccolta, mentre gli investimenti sono probabilmente preferiti e previsti in altri territori. Infatti siamo consapevoli che centellinare il credito a costi esosi, o meglio scandalosi, non può che significare questa filosofia creditizia ormai affermata definitivamente.

BUROCRAZIA- INFRASTRUTTURE -SICUREZZA -TASSAZINE ENTI LOCALI

Queste sono le altre condizioni ostative principali che ostacolano in modo determinante lo svolgimento e lo sviluppo delle attività delle nostre Aziende.

Alla luce di queste situazioni negative segnalateci da più parti in modo molto preciso e franco – scrivono i componenti di Confartigianato - non possiamo che esternare l’auspicio dei nostri lavoratori che sperano almeno, nei nostri territori, di poter usufruire dei fondi comunitari necessari per ottenere un credito di imposta ( MISURA FUORI DA OGNI CLIENTELA POITICA) sugli investimenti in macchinari, attrezzature e immobili che darebbero veramente il là ad una riprese senza precedenti. Non parliamo poi se anche una parte di questi fondi europei venissero utilizzati anche per supportare e diminuire il costo del lavoro! L’auspicio di tutti è quello che la Regione Calabria adotti, una volta per tutte, misure semplici, in linea alla semplicità delle nostre piccole imprese. Si effettua l’investimento, sono in possesso delle relative fatture e tracciabilità, il titolare usufruisce senza se e senza ma del credito di imposta previsto. Se quanto agognato dalle nostre basi associative non si dovesse verificare, - concludono - penso che il nostro tessuto produttivo questa volta difficilmente aggancerà la ripresa, anzi rischierebbe di essere risucchiato in quella zona grigia di fallimenti che sembra non volersi più fermare. Il Presidente Oliverio e il Consiglio Regionale tutto siamo certi che recepirà le nostre istanze.”