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Marijuana concentrata contaminata da tracce di pesticidi

Calabria Attualità

Lab710, una società con sede a Denver in Colorado - lo stato americano che ha legalizzato di recente l'uso di marijuana - che produce fiori di marijuana in concentrato, ha emesso un richiamo volontario su più di 2.300 singoli prodotti dopo che ha avuto contezza che il prodotto fosse contaminato da pesticidi. "Siamo in una posizione strana", ha detto il fondatore Lab710, Jason Martinez. "La nostra scelta si trova nel mezzo poiché lo Stato non richiede test sulla cannabis al nostro livello. Dovrebbe essere a livello di OPC (produttore) - questi prodotti non dovrebbero mai lasciare la struttura dove nascono e crescono. L'unico controllo è quando facciamo un prodotto che causa un richiamo. "

Martinez ha detto che la Lab710 non ha completamente calcolato le perdite dal richiamo ancora, ma stima che la cifra sia pari a più di $ 35.000. Il richiamo comprende 23 diversi tipi di cannabis concentrata, una forma di THC che è stato prelevato dal materiale vegetale utilizzando propano come solvente. I concentrati sono generalmente fumati in tocchetti o in vaporizzatori. Martinez ha detto che non è sicuro di come il prodotto è stato testato e come i suoi risultati sono venuti alla luce. Sebbene Lab710 abbia dovuto emettere il richiamo, le piante incriminate sono state coltivato da Tru cannabis, un coltivatore di marijuana con cinque punti della zona. Tru Cannabis vende le piante di cannabis ai produttori di quella concentrata come Lab710.

"Abbiamo ricevuto il prodotto da Tru cannabis con una lista del contenuto mentre la lista non riportava l'indicazione del pesticida", ha detto Martinez. "Lo Stato impone ai coltivatori di verificare la potenza, ma non i pesticidi. Non abbiamo quindi avuto modo di sapere ". Il richiamo recente segna la terza volta che un prodotto proveniente da Tru cannabis 'è risultato contaminato da pesticidi, secondo il Denver Post. Il giornale BusinessDen è stato in grado di raggiungere il CEO di Tru Cannabis Bruce Nassau. Egli ha detto in un comunicato che la sua azienda da priorità alla salute e sicurezza e che al momento esiste una certa confusione su quali prodotti possono essere utilizzati per la coltivazione della cannabis. I pesticidi sono stati utilizzati dall'industria della cannabis per mesi - il richiamo di Lab710 è l'ottavo richiamo dopo che un'indagine Denver Post ha iniziato a rinvenirli negli estratti di cannabis a partire dal mese di settembre.

Si tratta di un problema aggravato dalla status della cannabis ritenuta come una droga federale la Tabella I, ha dichiarato John Scott, capo sezione del programma pesticidi presso il Dipartimento dell'Agricoltura del Colorado. Poiché la cannabis è illegale per il governo federale, l'EPA (l'agenzia americana per l'agricoltura) non ha fissato delle linee guida su quali pesticidi possano essere utilizzati durante la coltivazione. I pesticidi sono generalmente necessari per la coltivazione industriale della cannabis. Martinez ha detto che Lab710 cambierà il suo protocollo di test affinché la cannabis contaminata non compaia di nuovo in commercio. Al di là del richiamo avvenuto in Colorado che sta divenendo comunque una meta turistica internazionale per la scelta politica di legalizzare la cannabis, la vicenda per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, deve destare attenzione tra i molti europei ed italiani - che si recano nello stato americano per trovare un po' di sballo senza temere di essere perseguiti e anche tra chi compra illegalmente sulla rete - perché dovranno stare in guardia sui prodotti che acquistano per i rischi connessi alla salute.