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Inchiesta Anas. Meduri: mai preso denaro, mercoledì gli altri interrogatori

Calabria Cronaca

Un'ora abbondante di interrogatorio davanti al gip Giulia Proto, al quarto piano del tribunale, per spiegare di "essere estraneo a qualunque illecito, e soprattutto a qualsiasi passaggio di denaro".

Luigi Giuseppe Meduri, ex sottosegretario alle Infrastrutture, agli arresti domiciliari per concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta Anas, ha negato di aver fatto da mediatore degli interessi della Tecnis spa e Cogip rappresentate dai due imprenditori catanesi Albino Bosco e Domenico Costanzo che avrebbero promesso e dato soldi alla dirigente Antonella Accroglianò e al funzionario Oreste De Grossi confidando in un rapida definizione del procedimento di 'presa d'attò della cessione relativa alla variante di Morbegno. "Premetto che non mi è entrato un euro in tasca - ha chiarito Meduri - e che di questa vicenda non so proprio nulla".

"Meduri non sapeva che questi imprenditori avessero promesso o dato soldi all'Anas in cambio di favori, nè nessuno ha mai un sollecitato un suo intervento in tal senso. È vero, in molte intercettazioni la signora Accroglianò fa il nome del mio assistito ma non comprendiamo perché. Forse si tratta di millanteria. Di sicuro, Meduri e la Accroglianò si conoscevano, avevano buoni rapporti di amicizia, anche datati, ma non certo di affari".

Lo ha detto l'avvocato Antonio Managò, difensore di Luigi Giuseppe Meduri, ex sottosegretario alle Infrastrutture, agli arresti domiciliari per concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta Anas. Dopo l'interrogatorio di garanzia davanti al gip, in cui Meduri ha respinto le accuse, il legale ha ribadito che non c'è stato nessun favore e nessun vantaggio.

"L'unico favore di cui si è parlato - ha precisato l'avvocato di Meduri - era legato a un impiego del fratello della Accroglianò alla Regione Calabria, cosa che poi non si è neppure verificata". Circostanza che ora sarà approfondita dai pm Maria Francesca Loy e Maria Calabretta. L'ex sottosegretario alle Infrastrutture, per ora, resterà ai domiciliari. Il suo difensore non ha presentato alcuna istanza di scarcerazione. "Lui è particolarmente seccato per questa vicenda, saprà affrontarla", ha concluso l'avvocato Managò.

Gli interrogatori di garanzia davanti al gip Giulia Proto, legati all'inchiesta Anas, proseguono domani con quelli dell'avvocato Eugenio Battaglia e dell'imprenditore Albino Bosco, titolare del gruppo Tecnis spa, entrambi ai domiciliari. Oggi, oltre all'ex sottosegretario alle Infrastrutture Luigi Giuseppe Meduri, il magistrato ha raccolto la versione dell'imprenditore Giuliano Vidoni, che ha negato di aver promesso e dato denaro alla dirigente Anas, Antonella Accroglianò. Ha preferito invece avvalersi della facoltà di non rispondere, in attesa di conoscere meglio tutti gli atti a suo carico, Domenico Costanzo, titolare della Cogip spa. Al pari di Meduri, anche Vidoni e Costanzo si trovano agli arresti domiciliari. (AGI)