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Villirillo (Marco Polo): “Fermare la strage di migranti”

Calabria Attualità

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Rosario Villirillo, presidente dell’associazione Marco Polo di Crotone, in cui chiede lo stop della strage dei migranti nel Mediterraneo. Nella nota Villirillo chiede inoltre maggiore attenzione da parte del governo italiano sul tema dell’immigrazione.

“Nel Mediterraneo e dentro i confini dei “democratici” Stati europei si sta consumando un’orribile ecatombe di migranti. La responsabilità è dei governi forti economicamente che, impedendo alle vittime di discriminazioni razziali e persecuzioni religiose nonché ai dissidenti politici di entrare nel continente in modo sicuro, li consegnano nelle mani dei criminali trafficanti di esseri umani che lucrano sui viaggi della speranza che spesso si rivelano viaggi della morte, in cui in migliaia periscono affogati nelle acque del Mediterraneo o soffocati nelle stive delle imbarcazioni.

Nonostante le ipocrite parole, il governo Italiano non sta facendo nulla per fermare l’orribile strage dei migranti. I lunghi tempi d’attesa per la concessione del permesso di soggiorno e per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, dovuti anche ai massicci ed incontrollati flussi migratori, fa sì che, in Italia, molti migranti finiscano per essere arruolati da caporali senza scrupoli e sfruttati nel lavoro dei campi per pochi euro e senza alcuna tutela.

C’è persino chi parla della necessità di affondare i barconi con interventi militari. Quando molte organizzazioni umanitarie hanno chiesto di non interrompere “Mare nostrum”, si era pienamente consapevoli che l’esito non poteva che essere questo visto che, in un mondo sempre più attraversato da guerre ed in cui milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, il flusso di profughi non si sarebbe arrestato ma anzi sarebbe sensibilmente aumentato. Né l’egoismo cinico dell’Europa né la furia della natura può infatti fermare la determinazione di chi si mette in viaggio alla disperata ricerca di migliori condizioni di vita. Non può spettare solo all’Italia il rispetto del diritto d’asilo in nome e per conto di tutti i 28 stati dell’UE.

È giunta l’ora di mettere mano al regolamento di Dublino, in base al quale chi arriva nel Vecchio Continente può richiedere asilo solo ed esclusivamente nel primo paese UE in cui ha messo piede, che, almeno per chi sceglie la via del mare, è sempre lo stesso: l’Italia. Per superare il regolamento di Dublino bisogna mettere in pratica la proposta avanzata dall’Italia lo scorso 12 marzo a Bruxelles, con la quale ha chiesto l’istituzione dei “safe harbours” (centri di valutazione delle richieste d’asilo dislocati direttamente in alcuni stati africani) attraverso i quali identificare, selezionare e ridistribuire equamente nei 28 stati UE coloro che hanno diritto allo status di rifugiati.

Una mossa che, oltre ad allentare la pressione sul nostro paese, toglierebbe il terreno sotto i piedi ai mercanti di morte, i cui biglietti di solo andata per attraversare il Mediterraneo, oggi così salati e ambiti, diventerebbero d’un tratto carta straccia. I flussi migratori non si aprono e si chiudono come il rubinetto dell’acqua. È già difficile fermare giovani clandestini in cerca di lavoro, figuriamoci chi, come i richiedenti asilo, fugge spesso da morte certa. “Il Sole 24 Ore”, per la prima volta, cifre alla mano, riporta che la Commissione Europea ha denunciato le manchevolezze dell’Italia nel gestire l’emergenza immigrazione. In una lettera inviata a Roma venerdì scorso, l’esecutivo comunitario ha fatto notare che il Governo Italiano non rispetta gli impegni nel raccogliere, al fine dell’identificazione che spetta allo stato di primo sbarco, le impronte digitali degli immigrati irregolari.

La critica giunge mentre la situazione alla frontiera tra la Serbia e l’Ungheria e tra quest’ultima e l’Austria rimane particolarmente tesa. Bruxelles ha notato che, nei primi sette mesi dell’anno, circa 92mila persone hanno attraversato illegalmente le frontiere esterne dell’Unione controllate dall’Italia. Di queste, solo 29.881 sono state identificate. Da tempo, le autorità comunitarie rumoreggiano sulla mancata applicazione del regolamento di Dublino da parte dell’Italia e sospettano che, dietro tale inadempienza, ci sia l’intento di consentire, nei fatti, ai migranti di proseguire clandestinamente il viaggio verso il Nord Europa.

Infatti, le stesse autorità accusano il Governo Italiano di non aver provveduto alla schedatura dei clandestini sul territorio nazionale e, di conseguenza, di aver fatto invadere l’UE, negli ultimi sette mesi, da oltre 60.000 fantasmi senza identità, senza alcuna possibilità di capire da dove provengono ed il perché. Pertanto, il costo di questa assunzione di responsabilità sarà altissimo sia in termini economici sia in termini politici e di ruolo dell’Italia in Europa, con l’impegno formale e sostanziale di non far mai più accadere che clandestini varchino le frontiere italiane verso l’UE.

Ci si aspetta, quindi, non le solite lacrime di coccodrillo ma azioni concrete, che dimostrino un cambiamento radicale delle politiche italiane ed europee sull’immigrazione, altrimenti crescerà la convinzione che queste morti siano sempre più assimilabili a veri e propri omicidi, visto che nulla si fa per evitarle. Questa grave notizia è stata assolutamente censurata da tutti i canali televisivi italiani e da tutti i grandi quotidiani, fatta eccezione appunto per quello di Confindustria, a cui va il merito di averla divulgata. Inoltre, è stata censurata da tutte le agenzie stampa in lingua italiana, a partire dall’Ansa. Questo la dice lunga sul regime che impera in Italia. Altro non c’è da dire”.

Rosario Villirillo, presidente associazione Marco Polo