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Il Parco Nazionale della Sila si è dotato di 66 sentieri

Calabria Attualità

Il Parco Nazionale della Sila si è dotato di una rete di sentieri sul proprio territorio rientrante nelle province di Cosenza, Catanzaro e Crotone per un’estensione complessiva di circa settecento chilometri su 1.670 esistenti in Calabria altri Parchi nazionali e questo colloca il Parco della Sila al primo posto in Italia nella organizzazione di tali percorsi adatti al trekking.

Lo ha affermato il presidente nazionale del Club Alpino Italiano (CAI), Umberto Martini, intervenuto, con il Commissario del Parco, Sonia Ferrari, alla cerimonia inaugurale e del taglio del nastro di tali sentieri, svoltasi nell’area d’ingresso dell’Arboreto, ex Vivaio Sbanditi, noto come “la fossiata”.

La rete, composta di 66 sentieri, 51 secondari e 5 tratti del famoso sentiero Italia, alcuni accessibili anche per i disabili, è stata inserita nelle strategie di azioni intraprese dall’Ente silano per valorizzare e promuovere il meraviglioso e ricchissimo patrimonio ambientale e naturalistico. Il progetto ha avuto inizio nel 2009 quando l’Ente Parco, in seguito ad una verifica dei sentieri sul suo territorio, ha rilevato che la rete sentieristica presentava un’ importante disomogeneità risultando inadatta al trekking, così come a semplici passeggiate nei boschi della Sila.

Per effetto di un’apposita convenzione sottoscritta con il Club Alpino Italiano (CAI), unica Associazione italiana abilitata e riconosciuta per la individuazione, ripristino ed accatastamento dei sentieri, con fondi messi a disposizione dall’Ente Parco, e con la indispensabile collaborazione delle sezioni CAI di Cosenza e Catanzaro, si è potuto concretizzare questo importante e strategico progetto dei percorsi sentieristici, che grazie ad un loro inserimento nell’apposito catasto il Parco Nazionale della Sila amplia la sua esposizione e presentazione a livello internazionale.

Ora gli amanti del trekking, appassionati della Sila proprio per la sua natura di altopiano e quindi per la sua conseguente fruibilità, possono godere delle bellezze del Parco grazie anche a questi sentieri che sono tutti dotati di tabelle segnavia, tabelle con indicazione delle località e circa 100 pannelli che presentano la mappa, il livello di difficoltà, la lunghezza ed altre caratteristiche dell’intero sentiero.

La cerimonia inaugurale si è caratterizzata per il clima festoso e di piena soddisfazione per l’opera realizzata, con note di apprezzamento nei confronti del commissario del Parco, Sonia Ferrari, del direttore, Michele Laudati, e del personale tutto, ad opera dei dirigenti e referenti del CAI nazionale, Umberto Martini, regionale, Aldo Ionna, delle sezioni di Catanzaro e Crotone, Gabriele Fera, di Cosenza, Mario Mele; nonché dei dirigenti provenienti dalla Basilicata (Vincenzo Palma), Sicilia (Mario Vaccarella), Puglia (Mario De Pasquale).

“Senza il Presidente e Commissario, Sonia Ferrari – ha affermato Giuliano Belcastro, coordinatore del gruppo CAI che si è adoperato nella individuazione e tracciamento realizzazione e ripristino dei sentieri – non credo che saremmo giunti in tempi così brevi ad attuare questo straordinario percorso naturalistico ed ambientale. Grazie al suo stimolo ed impegno costante di sollecitazione, insieme al direttore del Parco, Michele Laudati, siamo riusciti a celebrare questo evento che ha pur sempre una sua storia antica e che ci proietta in un contesto di visibilità locale, nazionale ed internazionale per una presenza turistica di riguardo”.

E’ toccato al delegato del Presidente del Parco dell’Aspromonte, Antonino Falcomatà, anch’egli appartenente alla famiglia del CAI, ricordare e puntualizzare che “per la tutela del territorio ci sono le leggi, mentre i Parchi devono creare occasioni di sviluppo per il proprio territorio e questo sta accadendo con il Parco Nazionale della Sila. La rete dei sentieri ne potrà costituire un forte supporto”.

Non potevano mancare nella circostanza le dichiarazioni dei Sindaci o loro delegati dei Comuni di Bocchigliero (Giuseppe Santoro), Longobucco ( Bruno De Luca), Spezzano della Sila ( Simone Mele), Pedace (Andrea Parisi), che hanno parlato di un evento epocale impegnandosi nel sostenere interventi mirati alla sua pulizia e incontaminazione.

Il dibattito che si è sviluppato ha pure registrato gli interventi di numerosi rappresentanti di associazioni e operatori turistici presenti sul territorio del Parco: Noemi Guzzo (Il Chiosco Rosso - Lorica), Domenico Flotta ( rappresentante Consorzio Turismo Longobucco), Mario Stocchetti (responsabile stazione soccorso Alpino- squadra Sila), William Lo Celso (vice presidente Proloco Camigliatello), Mario Grillo (Agri Solution), Rosario Curia ( MTB Sila), Antonello Martino ( Cammina Sila), Alfonso Viola (Lipa Ambiente), Simone Mele (Sila Pulita), Francesco De Vuono (Gal Sila), che hanno concordato nel dire che il Parco della Sila rappresenta ormai una eccellenza, un faro, un punto di riferimento per la programmazione e lo sviluppo del territorio. “Il Parco – è stato sottolineato ascolta gli stimoli del territorio ed è un esempio per noi tutti”.

Un lavoro che proseguirà ad opera del Parco della Sila, avendo già pianificato la manutenzione dei sentieri, per la cura, la difesa e la promozione di cui al progetto MaB Unesco, che lo vede, tra l’altro, impegnato nella raccolta delle dichiarazioni di sostegno per il riconoscimento (www.parcosila.it), sempre ad opera dell’Unesco, dell’attestato “patrimonio dell’umanità”, con il quale si aprirebbero nuovi percorsi finalizzati allo sviluppo e alla conoscenza di questo straordinario territorio che dovrà trovare una particolare sensibilità ed attenzione da parte dell’intera comunità calabrese, oltre ai fruitori diretti.