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Pacchero d’argento: ecco i premiati

Calabria Attualità

Sono cinque i premiati che riceveranno il Pacchero d’Argento, il riconoscimento assegnato ogni anno in Calabria a coloro che si siano particolarmente distinti, anche nell’ambito della propria attività professionale, nel contrasto alla illegalità ed alla criminalità organizzata.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione culturale Più di Centotana per la legalità presieduta da Salvatore Magarò, è giunta alla sesta edizione e rappresenta un appuntamento consolidato che si rinnova annualmente dal 2010.

La scelta è stata ispirata dalla volontà di premiare le migliori e più sane energie di alcuni tra i settori nevralgici della società civile, quali la scuola, il welfare, la cultura, il mondo cattolico.

A ricevere il Pacchero d’Argento 2015 saranno: Monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio-Bova, già presule della diocesi di Locri-Gerace, tenace sostenitore della linea dura contro i mafiosi. Tra le numerose iniziative messe in campo per ostacolare i fenomeni di condizionamento delle funzioni religiose da parte della ‘ndrangheta spicca la provocatoria proposta di sospendere per dieci anni la figura del padrino nel battesimo e nella cresima per scardinare quei rapporti tra le famiglie malavitose che spesso si irrobustiscono proprio attraverso il comparaggio; Vincenzo Linarello, presidente del Consorzio sociale Goel, il gruppo cooperativo, oggetto di numerose intimidazioni, che offre una concreta ed etica opportunità occupazionale in un territorio ad alta densità mafiosa come la locride. Goel opera in particolare nel segmento biologico dell’agroalimentare, utilizzando i terreni confiscati alle cosche, ma ha raggiunto l’eccellenza anche in ambito sartoriale attraverso il brand “Cangiari”, noto a livello internazionale ed apprezzato nelle capitali della moda di tutto il mondo, da Milano, a Parigi, a New York.

Domenica Cacciatore, dirigente scolastico di San Luca, protagonista dal 2011 di una profonda riqualificazione dei percorsi formativi ed educativi dei giovani sanluchesi, consentendo di avviare un fecondo tragitto di legalità tra i banchi di una scuola che oggi rappresenta un valido punto di riferimento per tutta la comunità ed un’esemplare testimonianza di efficienza istituzionale; Salvatore De Siena, leader del Parto delle Nuvole Pesanti, ideatore del progetto musicale e culturale Terre di Musica, realizzato in collaborazione con Arci e con Libera per documentare le positive esperienze delle persone che lavorano per il recupero ed il riutilizzo dei beni confiscati; Simona Dalla Chiesa, figlia dell’indimenticato generale dei carabinieri e Prefetto di Palermo, assassinato il 3 settembre del 1982 insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro ed all’agente di scorta Domenico Russo.