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Rifondazione comunista: cimitero dei migranti? Necessario approfondimento

Calabria Politica

"Finché si trattava di una corbelleria, benché ripetuta ossessivamente per mesi come se si trattasse di una cosa seria, ci si poteva sorridere sopra. Ora che anche il presidente della Regione afferma di prenderla in considerazione, la questione merita un approfondimento".E' quanto sostiene Pino Scarpelli, segretario regionale del Partito della Rifondazione Comunista.

"Si sa - continua la nota - che Oliverio ha necessità di lanciare proclami quotidiani, ben ingigantiti da grandi interviste, e di predicare su futuri masterplan, opere faraoniche e mirabilie varie.

Purtroppo, a nove mesi dalle elezioni e dopo due giunte, i calabresi abbiano sentito tanto parlare di positivo e nuovo ma non abbiano visto nulla realizzare. I temi della salute non vengono toccati (se non in sterili polemiche finalizzate ad assumere di persone la guida della sanità calabrese), niente viene fatto sul lavoro, sul dissesto idrogeologico, sulla crisi del porto di Gioia Tauro, sul personale della scuola, sulla viabilità ed i trasporti, sui diritti dei migranti.

Rispetto ai quali, è più facile pensarli da morti che da vivi, in piena sintonia con la nullità delle politiche di accoglienza del governo nazionale del PD. A cosa serve un cimitero differenziato? Per le salme degli immigrati non dovrebbe esserci lo spazio e le adeguate aree come per tutti nei cimiteri comunali? Ma di cosa si sta parlando? O anche nella morte valgono le differenziazioni, scordandoci persino ‘A livella di un grande Maestro?

Siamo seri. Se in Calabria si volesse da parte della Giunta Regionale iniziare a ragionare seriamente di diritti dei migranti, occorrerebbe innanzitutto valorizzare le esperienze di buona e sana accoglienza esistente, dando il giusto appoggio a enti locali ed associazioni che la praticano.

Poi sarebbe necessario una rigorosa analisi dei livelli di finta accoglienza in diverse strutture nella regione nelle quali si verificano quotidiane e gravi violazioni dei diritti basilari, gestite malamente da enti e soggetti spesso vicini al PD. Infine, sarebbe veramente rilevante verificare la possibilità di attuazione di un’antica quanta realistica e seria proposta lanciata anni fa dal giornalista Francesco Cirillo, quella di ospitare nei borghi rurali della nostra Calabria, oramai semideserti, e sulle terre libere, in grande parte abbandonate, i migranti che fuggono dalle guerre, dalla fame, dalla disperazione. Riteniamo che fondi europei potrebbero ben essere utilizzati con questa finalità, per sostegno all’autorecupero di stabili ed all’apertura di cooperative agricole.

Ma, si sa, sulla gestione dei migranti c’è chi fa speculazioni ed una proposta del genere non sarebbe portatrice di clientele. Cosa può interessare all’attuale Amministrazione regionale o alla deputazione parlamentare calabrese del PD? I migranti meglio pensarli come “merce” su cui speculare o da morti piuttosto che da persone eguali, portatrici di eguali diritti di cittadinanza".


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