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Codici: “Senza fine la malasanità in Calabria, chiediamo alla Regione di aprire un’inchiesta”

Calabria Sanità

Una situazione diventata ormai insostenibile quella degli ospedali calabresi dove quotidianamente si verificano casi di malasanità. L’ultimo drammatico caso si è verificato all’ospedale di Crotone dove M.S., una donna di 35 anni incinta al sesto mese di due gemelli è morta per cause ancora da accertare. Oltre a lei anche i due gemelli sono deceduti. Secondo il marito e padre delle vittime, si tratta di un caso di “inadempienze da parte dei medici”.

“Su questa drammatica vicenda, l’ennesima della malasanità calabra, abbiamo presentato un esposto” fa sapere Giuseppe Salomone, Segretario Regionale CODICI Calabria.

Quello di Maria è solo l’ultimo dei casi di malasanità accaduti di recente in Calabria. Solo nelle ultime settimane la lista nera della sanità calabrese si è aggiornata di ben tre vicende.

La prima riguarda una bambina che, dopo aver ingerito una batteria, è stata rimbalzata da un ospedale all’altro perché l’apparecchio adibito ad effettuare radiografie era guasto.

In provincia di Catanzaro, invece, una donna di 77 anni ha perso la vita a causa del sorgere di alcune complicanze in seguito ad un intervento alla valvola cardiaca.

Un ultimo caso riguarda un giovane di trenta anni colto da un malore mentre i famigliari tentavano di contattare il 118 che sembrerebbe non aver risposto.

Molti casi di malasanità si verificano proprio perché mancano i controlli adeguati a mantenere in vita un ospedale, non è possibile che in due ospedali, sedi di Pronto Soccorso di primo livello, l’apparecchio di radiologia sia guasto. A ciò si aggiunge la carenza di personale e la negligenza medica. In quanto associazione a tutela del cittadino e dei diritti del malato, presenteremo esposti nella varie Procure per segnalare i casi e fare chiarezza sulle vicende” commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici e Giuseppe Salamone, Segretario Regionale di Codici Calabria

Proprio per questo motivo, CODICI da diversi anni sta portando avanti la campagna ‘Indignamoci’ con lo scopo di far luce su questi casi e rendere giustizia alle vittime.