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No-Triv e Raspa, inoltrate osservazioni alle integrazioni su progetto trivellazioni

Calabria Attualità

Il 13 agosto 2015 il Coordinamento nazionale No-TRIV e la rete R.A.S.P.A. hanno inoltrato le osservazioni alle integrazioni dello Studio di Impatto Ambientale (SIA) dell'istanza di prospezione idrocarburi nel Golfo di Taranto proposta da Schlumberger Italiana Spa: l'istanza abbraccia le province di Crotone, Cosenza, Matera, Taranto e Lecce e riguarda 52 comuni, da Racale, Gallipoli, Manduria, Lizzano fino a Calopezzati, Mandatoriccio, Crotone, passando per tutti quelli della costa lucana e dell'Alto Jonio.

“Le osservazioni sono state redatte dalla dottoressa Rosella Cerra − già coordinatrice delle osservazioni spedite nel mese di gennaio contro la stessa istanza per conto di Sos Mediterraneo, Coordinamento No-Triv Abbruzzo, I Briganti (Na), Unione Mediterranea, Coordinamento Politico Basso Ionio Catanzarese (Soverato), Forum Ambientalista Puglia, No Biomassa Sorbo San Basile, No-Rigassificatore Gioia Tauro, Man -Mediterraneo Ambiente Natura, Magna Grecia No-Triv (Bernalda), Fabbrikando L’avvenire (Crotone), Usb (Unione Sindacale Di Base), l’Associazione Il Riccio (Castrovillari), Il Forum "Stefano Gioia (Castrovillari), l’Associazione Cittadina "Solidarietà e Partecipazione" (Castrovillari), Italia Nostra Calabria − in collaborazione col geologo Giuseppe Ferraro. Le “integrazioni” al SIA erano state sollecitate dal Ministero per l’Ambiente, in seguito a tutta una serie di osservazioni e di pareri contrari espressi nei mesi scorsi da associazioni, comitati, enti e singoli cittadini.

Nelle osservazioni sono stati riproposti alcuni punti non trattati nelle integrazioni (ad esempio, l’acidità del mare che influisce sulla propagazione dell’onda sonora in mare) o che erano stati trattati in maniera poco approfondita (è il caso della presenza di sostanze nocive e pericolose nel golfo e della situazione geologica nell’intera area). Quest’ultimo argomento è stato trattato in maniera approfondita dal geologo Giuseppe Ferraro, che ha inserito un aggiornamento del database DISS (Database of Individual Seismogenic Sources) del tutto trascurato nel SIA e nelle successive integrazioni. Questo probabilmente perché uno degli appigli utilizzati dalla società proponente per procedere nella prospezione e nella ricerca viene trovato nella “mancanza di dati geofisici di buona qualità”.

Nelle conclusioni il Coordinamento nazionale No-TRIV e la rete R.A.S.P.A. ritengono "irresponsabile concedere qualsiasi tipo di autorizzazione a svolgere attività di ricerca con metodi assolutamente invasivi e pericolosi quali quelli previsti nella richiesta di concessione". Chiedono, inoltre, che gli elevati impatti sulle varie componenti trattate derivanti dalle attività estrattive − essendo queste le finalità esclusive della ricerca − siano presi in debito conto già in questa fase. Infine, gli autori delle osservazioni alle integrazioni fornite dalla Schlumberger auspicano che gli organi competenti del Ministero dell'Ambiente, e in particolare la Commissione Tecnica di VIA, stabiliscano, una volta per tutte, l'incompatibilità ambientale delle attività in oggetto ed esprimano di conseguenza parere negativo al termine della fase istruttoria del procedimento di valutazione di impatto ambientale relativo al progetto di indagine avanzato dal soggetto proponente”.