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PSR Calabria, Coldiretti chiede revisione misura insediamento giovani

Calabria Attualità

“Non mettiamo il cemento ai piedi dei giovani agricoltori che intendono investire nel settore agroalimentare e camminare speditamente”. Così, Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria assertore di una rigenerazione anagrafica in agricoltura, chiede, a negoziato ancora aperto, al presidente Mario Oliverio e ai dirigenti regionali (Salvino, Aramini, Zanfino) una revisione dell’attuale impostazione, che, non favorisce l’insediamento dei giovani in agricoltura in particolare nelle aree interne. Rendere obbligatorio un investimento, perfino superiore al premio, significa vincolare una considerevole quantità di risorse disponibili e, limitare altresì, la capacità di allargare il numero dei beneficiari.

Il piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola – prosegue - che il giovane deve presentare, può essere realizzato anche con azioni diverse da quelle finanziate dalle misure del PSR, la cui attivazione, deve essere facoltativa. Per esempio il premio può essere destinato per l’acquisto di animali (spesa non ammissibile nel PSR) oppure, utilizzarlo per accedere agli strumenti ISMEA per l’acquisto di terreno con altri interventi che garantiscono, comunque, lo sviluppo delle attività agricole e l’incremento della redditività.

Inoltre, non bisogna alterare le regole riguardo al fatto che il premio venga tradotto in un contributo da rendicontare e non a salvaguardare la facoltà del libero impiego delle risorse per migliorare le proprie condizioni di vita; per esempio, ammodernando la propria abitazione rurale per chi lavora in azienda. Rivolgendosi direttamente al Presidente, la Coldiretti sottolinea che in molte Regioni (Molise, Lazio, Basilicata, Sardegna, Umbria e Piemonte), hanno concesso di erogare il massimo del premio previsto dal regolamento e nessuna, ha introdotto il vincolo dell’investimento obbligatorio. In questa fase conclusiva con la Commissione, occorre intervenire per correggere questa anomalia in modo da incidere sulle prospettive economiche dei giovani e dei territori.

L’iniziativa va lasciata al giovane che può elaborare un Business Plan in funzione della sua visione imprenditoriale e degli effettivi bisogni dell’azienda. Se la Regione teme imbrogli - chiarisce - ha tutti gli strumenti utili a stroncare qualsiasi iniziativa fraudolenta, in primis i controlli di primo e secondo livello a tappeto su tutti i beneficiari, senza contare che il premio è garantito da polizza fidejussoria a favore dell’amministrazione regionale.