Blitz nella Piana di Gioia Tauro, colpo alla ‘locale’ di San Ferdinando: 11 arresti

Reggio Calabria Cronaca

Dieci ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri di Reggio Calabria che ritengono di aver colpito le cosce di ‘ndrangheta di San Ferdinando, nella Piana di Gioia Tauro. I soggetti coinvolti sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso in detenzione e porto in luogo pubblico di armi da fuoco anche da guerra e clandestine; concorso in detenzione, vendita e cessione di ingenti quantitativi di stupefacenti e concorso in danneggiamenti aggravati dalle modalità mafiose.

Gli arresti sono scattati nella notte scorsa con la cosiddetta operazioneEclissi 2”, prosecuzione del precedente blitz effettuato nell’ottobre 2014 e che portò all’emissione da parte della Dda di 26 decreti di fermo facendo luce sugli interessi criminali ed economici della "Locale di San Ferdinando", in cui operano i clan Bellocco-Cimato e Pesce-Pantano. Allora vennero coinvolti tre amministratori comunali di San Ferdinando; in manette finirono anche il sindaco Domenico Madafferi e il vice sindaco Santo Cieli.

Le indagini avrebbero confermato le ingerenze delle cosche anche all'interno del Comune di San Ferdinando ed oggi è stata ripristinata la custodia cautelare in carcere per un ex consigliere comunale a cui viene contestato dagli inquirenti il reato di associazione mafiosa.

GLI ARRESTATI | Pasquale Sannuto, di 35 anni; Danijela Jakovljevic, di 44 anni; Georgieva Viktoriva T., di 25 anni; Francesco Albano, di 22 anni; Giovanni Pantano, di 56 anni; Fabio Rappazzo, di 22 anni; Pasquale Mazzeo, di 24 anni; Gregorio Malvaso, di 37 anni; Daniele Marafioti , di 24 anni ; Andrea Aversa, di 24 anni.


L’operazione è stata eseguita dal personale della Compagnia di Gioia Tauro supportato, in fase esecutiva, dai militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, della Compagnia Speciale e unità cinofile del Goc di Vibo Valentia, con l’ausilio di un velivolo dell’8° Elinucleo: i militari hanno operato nei comuni di San Ferdinando, Palmi, San Luca e Nicotera eseguendo l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 soggetti.

Oltre al reato cardine di associazione per delinquere di stampo mafioso, sono stati oggetto di contestazione il porto e la detenzione illegali di armi nonché il traffico di sostanze stupefacenti, gestito tramite un accordo criminale con soggetti considerati contigui al Mandamento Jonico” della ‘ndrangheta, precisamente organici alla locale di San Luca (RC) con i quali era stato organizzato un carico di droga sull’asse di traffico Puglia-Calabria di ben 160 kg. di marijuana.

In sostanza, come già ribadito, nel comprensorio di San Ferdinando e Rosarno sono state individuate due ‘ndrine, facenti capo ai medesimi Locali, denominate “Bellocco-Pesce”: le due famiglie mafiose, nel corso delle investigazioni, alternarono periodi di aperte e forti contrapposizioni sfociati in una vera e propria “guerra”. Si sarebbe alternato un periodo di sostanziale pace allo scopo evidente di diminuire l’attenzione e quindi la pressione delle Forze dell’Ordine su di loro e così arrivare ad un controllo condiviso­ dei traffici illeciti nel territorio.

Durante lo sviluppo delle attività investigative, inoltre, è risultata palese l’ingerenza di questa sorta di “federazione criminale” nelle più disparate e attività economiche, commerciali ed imprenditoriali. Le indagini avrebbero consentito, da ultimo, di evidenziare e confermare la pressante ingerenza delle logiche mafiose anche all’interno del comune di San Ferdinando che dopo l’operazione dell’Ottobre scorso, con l’arresto di vertici dell’Amministrazione comunale (il Sindaco Madafferi e il Vice Sindaco Cieli) lo stesso venne sciolto per infiltrazione mafiosa.

(Aggiornato alle 14:30)