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Operazione “Erga omnes”, reazioni

Calabria Attualità
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"L’odierna operazione, denominata “Erga omnes” e scaturita dall’inchiesta “Rimborsopoli”, che ha portato a tre provvedimenti di custodia domiciliare, a cinque divieti di dimora in Calabria (da non sottovalutare!!) e ad oltre due milioni e mezzo di euro sequestrati, il tutto a carico di uomini politici dei vari schieramenti, fa ascrivere alla Calabria una nuova pagina nera". E' quanto scrive Angela Napoli, presidente Associazione “Risveglio Ideale.

"Le responsabilità - continua la nota - sono tutte di quei partiti e di quegli uomini politici che si ostinano a delegare alla Magistratura la pulizia del loro mondo. La responsabilità è di chi dà incarichi di governo della cosa pubblica a coloro che sanno già essere sottoposti ad inchieste giudiziarie nonché di chi dall’interno dei partiti di appartenenza continua a difendere gli “indifendibili”. La responsabilità è anche di chi non lascia fuori dalla politica coloro che, avvalendosi del consenso elettorale, sperpera o si appropria del denaro dei cittadini.

Credo che il Governatore della Calabria, dopo essersi ostinato a nominare nella sua Giunta personaggi che risultavano già sottoposti ad indagini giudiziarie ed oggi ufficialmente coinvolti nelle stesse, abbia il dovere morale di agire di conseguenza in relazione alla gravità della situazione emersa e ritengo, altresì, che i responsabili degli altri partiti politici, i cui uomini risultano coinvolti nell’inchiesta odierna, debbano comprendere che i cittadini calabresi non possono e non debbano più essere defraudati ed offesi nella loro onestà e moralità".

"L'operazione giudiziaria di stamane complica una situazione politica già fortemente compromessa in Calabria. Questa tempesta obbliga ad una riflessione complessiva sulle condizioni di totale blocco della Regione, analisi rinviata e trascurata ma resa oggi dagli eventi improcrastinabile". Lo dichiara Jole Santelli, coordinatrice regionale di Fi in Calabria e deputato, in merito all'operazione "Erga Omnes". "Il Presidente Oliverio - afferma - ha oggi una giunta formata da due assessori di cui uno è oggi agli arresti domiciliari, il secondo si ritrova destinatario di un sequestro di beni. Medesimo provvedimento - dice ha toccato il Presidente ed il vice presidente del consiglio regionale. Ciò per quel che riguarda il Pd. Altri provvedimenti hanno rilievo nazionale - spiega - complicando le acque già agitate della maggioranza in Parlamento. Al netto di speculazioni che altri avrebbero fatto ma che non sono nello stile di Fi, è giusto sottolineare come questa inchiesta si sarebbe dovuta concludere già molti mesi addietro, per mettere i partiti in condizione di effettuare scelte dettate da fatti e non da congetture, come i partiti si sono trovati a fare. E' evidente pero' - secondo Santelli - la superficialità delle scelte e l'arroganza nelle decisioni da parte di chi oggi dovrebbe governare la Calabria, ciò che preoccupa, infatti, è che questa Regione è in realtà immobile e il suo massimo rappresentante ed il suo partito totalmente autoreferenziali. Intanto - conclude - i calabresi attendono che il Pd trovi il proprio equilibrio fra i vari interessi, e la giornata odierna accende i riflettori su questa triste realtà politica".

"La Segreteria regionale del Movimento Sociale Italiano-Fiamma Tricolore esprime il suo plauso agli organi di Polizia Giudiziaria ed alle Forze dell’Ordine che hanno portato avanti le indagini eseguendo stamane i provvedimenti restrittivi e di sequestro nei confronti di esponenti politici calabresi indagati a vario titolo nella cosiddetta “rimborso poli regionale”. Confidando nel lavoro della Magistratura e desiderando che finalmente venga espiantata la mala pianta di una politica malata e asservita ad interessi personali anziché tesa a perseguire il Bene Comune, chiediamo che Oliverio (strenuo difensore di un assessore finito ai domiciliari e sodale di altri indagati), ormai rimasto come il leggendario Coppi (un uomo solo al comando), in un sussulto di orgoglio e di dignità si dimetta per lasciare che i calabresi scelgano, magari nuovamente optando per lui ma liberi da ogni legaccio politico-elettorale (ricordiamo che la legge elettorale con la quale è stato eletto è stata dichiarata illegittima), finalmente un NUOVO e RINNOVATO governo per la propria Comunità" .E' quanto scrive Natale Giaimo Portavoce MSI-Fiamma Tricolore

SEM: “GIUNTA OLIVERIO, CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO”

Quello che era per molti aspetti prevedibile si è puntualmente verificato. Sinistra EuroMediterranea, già qualche mese fa, stigmatizzava alcune scelte (e non scelte) del presidente Oliverio, chiedendosi come fosse stato possibile che un politico di lungo corso come lui non avesse valutato fino in fondo le conseguenze che potevano scaturire dalla nomina di alcuni assessori. Azzardammo un’ipotesi: erano cambiali da pagare per una campagna elettorale in cui più che vincere si voleva stravincere.

Obiettivamente, si potrebbe parlare di una “morte annunciata”, per una esperienza di governo che fin dal primo giorno ha mostrato tutti i suoi limiti e la sua inadeguatezza, che non ha dato alcun segnale di rottura vera con la precedente giunta di centrodestra. C’è, in questo, una responsabilità del presidente Oliverio, ma anche, e soprattutto, del Partito democratico, al quale vanno addebitate sia le scelte nella compilazione delle liste alle ultime elezioni regionali, sia i silenzi in ordine alla composizione della giunta.

Più in generale, se mai ce ne fosse bisogno, si conferma l’urgenza di un profondo rinnovamento della politica e dalla sua classe dirigente, ma soprattutto di un’alternativa di governo che sia in grado di corrispondere alla vere esigenze della regione, dal lavoro all’ambiente, dalla sanità alle aree interne. La Calabria, ultima regione dell’ultima area economica d’Europa, stremata da sette anni consecutivi di recessione, afflitta da mali atavici e da nuove emergenze, non può più subire questo stato di cose.

Come si dice in questi casi, la magistratura faccia il suo corso e valga per tutti la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva. Ma non c’è dubbio che politicamente siamo di fronte ad un disastro. Ne prenda atto anche Oliverio ed agisca di conseguenza. Sarebbe, poi, quanto mai opportuno che ne prendessero atto anche i compagni di Sinistra Ecologia e Libertà, uscendo subito dalla maggioranza. Per quanto ci riguarda offriamo la nostra disponibilità per la convocazione di una grande assemblea sociale, al cui ordine del giorno ci sia il tema del lavoro, della lotta alla precarietà, del reddito di cittadinanza, del rilancio dell’economia calabrese”.

PRC: “DIMISSIONI OLIVERIO”

“Come sempre ci sentiamo garantisti e speriamo vivamente che gli indagati nell’inchiesta “Rimborsopoli” possano, alla fine dell’iter giudiziario, dimostrarsi innocenti. Il punto è che chi fa politica deve tener conto di valutazioni che vanno oltre il dato giudiziario (in positivo e negativo), soffermandosi su elementi di politica e di opportunità”. È quanto sostiene Pino Scarpelli, segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista.

“La giunta di Mario Oliverio, vergognosamente composta dopo sette mesi dalle elezioni solo da tre membri, è stata partorita dopo un lungo travaglio necessario ad equilibrare le pretese delle varie componenti passate all’incasso. A cominciare dall’influente famiglia cosentina, già alle prese con iniziative pubbliche preparatorie della campagna elettorale per il capoluogo bruzio di cui aspirava ad avere la guida: ipotesi quanto mai deleteria, anzi distruttiva, per quella città.

Se desolante è il quadro biografico della giunta, composta da mestieranti della politica e residui di concorsoni e pessime prove di sé nei precedenti incarichi, il dato politico è ancora più sconfortante. Già dalla campagna elettorale denunciavamo che la coalizione di Oliverio presentava un tasso di trasversalismo e ambiguità che mal si conciliava col profilo di rottura che qualcuno sbandierava ai quattro venti . La totale assenza di un programma lasciava presagire la lunga mano dei potentati nella prassi governativa che, infatti, nei pochi mesi trascorsi ha visto una continuità terrificante con il governo Scopelliti, o forse addirittura il peggioramento.

La conferma del piano casa di Lupi, il prolungamento delle illegittime ordinanze sui rifiuti e l’ambiguità se non la complicità su altri mostri ambientali (elettrodotto Montalto, biomasse, Mercure, Trivellazioni), il fallimento sulla sanità e l’oscenità del programma “garanzia giovani” segnano un bilancio di governo devastante. Pochi mesi intensi in cui qualsiasi previsione negativa è stata ampiamente superata e il ruolo del governatore sembra quello di un arbitro delle dispute interne al suo partito (e alla coalizioni di interessi che lo ha sostenuto) che elargisce le nomine di governo e sottogoverno in base agli accordi elettorali presi, che usa la macchina pubblica per regolare gli equilibri complessi del mosaico di potentati che ha scommesso su di lui. La vittima di tutto questo è la nostra regione, sempre più fanalino di coda negli indicatori fondamentali con il disastro sociale che fornisce lo spazio in cui si moltiplica e prospera la fortuna dei potentati criminali e politici.

Rimborsopoli è la spietata cartina al tornasole di un ceto polito barricato nel palazzo, che gestisce la cosa pubblica a fini privatistici nella totale indifferenza dei drammi sociali che si svolgono nella quotidianità del cittadino comune. Mentre imperversa la disoccupazione e la precarietà a livello nazionale, il Pd vara, in maniera autoritaria e prepotente, la “Buona Scuola” dei privilegi e delle ingiustizie e, contemporaneamente, in Calabria emerge un'altra pagina della “Buona Giunta” che ci sta governando.

L’unica strada percorribile sono le immediate dimissioni del presidente Oliverio. Si aprano le condizioni per un’altra Politica, al servizio della collettività e non degli interessi privati della cricca e dei loro amici. Non si dia più a questi soggetti l’opportunità di utilizzare la politica a fini personali e di devastare ulteriormente la Calabria ed i suoi cittadini offesi, umiliati, privati di ogni speranza da questa gestione della cosa pubblica”.

MAGORNO: "FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA"

"Voglio esprimere piena fiducia nel lavoro della Magistratura e delle Forze dell'Ordine per le vicende giudiziarie di cui si è avuta notizia in queste ore. E' necessario, agli occhi dei calabresi, che sia fatta piena luce ed accertata con chiarezza ogni eventuale responsabilità, confidando che le persone coinvolte riescano a dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati ", lo dichiara il segretario regionale del Pd Ernesto Magorno che aggiunge: "Voglio, altresì, con altrettanta nettezza, ribadire il pieno sostegno del Pd calabrese al presidente Oliverio, chiedendogli di mettere in campo una nuova squadra di governo e il coinvolgimento, nel governo stesso della Regione anche di forze che vadano oltre gli schemi usuali dei partiti politici e fuori dai recinti delle aree e delle correnti presenti all'interno di ciascuno di essi.

Un progetto che veda, allo stesso tempo, la partecipazione di tutte le forze sane di ogni ambito della società calabrese, in modo da affrontare le grandi problematiche della nostra terra e rendendo ancora più incisiva la volontà, che con il Presidente Oliverio condividiamo, di assicurare alla Calabria una reale svolta basata sulla legalità e lo sviluppo delle straordinarie potenzialità esistenti. Il Pd calabrese – conclude il segretario regionale – ha radici salde e democratiche e saprà affrontare anche questo passaggio delicato attraverso una profonda riflessione. E' altrettanto necessario, però, che il nostro partito resti unito e faccia fronte comune contro il possibile sopravvento dell'antipolitica, facile e sommaria, che vuole solo distruggere ma che non ha gli strumenti per costruire e governare questa nostra terra e la sua complessità".

FILIPPELLI: "BENE NOMINA NUOVA GIUNTA"

“Intendo esprime piena fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura per le notizie emerse in queste ultime ore sulle quali, per il bene dei calabresi, è giusto che si faccia al più presto chiarezza. Allo stesso tempo confido che le persone coinvolte possano dimostrare la loro innocenza”. A dichiararlo è Nicodemo Filippelli, segretario regionale del movimento L’Italia del Meridione.

“Bene ha fatto il presidente Oliverio a confermare che, nonostante quanto accaduto oggi, la nomina della nuova giunta regionale avverrà la settimana prossima. Gli eventi che hanno coinvolto alcuni dei principali protagonisti della scena politica regionale non possono in alcun modo rallentare un processo di cambiamento indispensabile per la nostra regione.

E’ strano che oggi un segretario di partito consigli ad Oliverio di nominare giunte tecniche facendo passare così il messaggio dell’esistenza di una responsabilità oggettiva che graverebbe sulle spalle di tutti i consiglieri regionali legittimamente eletti dai calabresi. La storia insegna come la giustizia sommaria non sia mai risolutiva, ma anzi risulti spesso oltremodo dannosa. La Calabria urla la necessità di un ritorno alla Politica, i calabresi hanno indicato una rotta attraverso il voto popolare ed è necessariamente quella che occorre perseguire per dimostrare come esista una classe politica sana che intende assumersi la grande responsabilità di risollevare la Calabria. Ribadisco quindi la piena fiducia al presidente Oliverio che sono sicuro saprà superare questo momento difficile per il governo regionale facendo valere quelle ragioni e quei valori che gli hanno consentito di avere un largo consenso da parte dei calabresi”.

MUSELLA: "BUFERA ANNUNCIATA"

“Regione Calabria nella bufera. Dispiace sinceramente ma, purtroppo era prevedibile e l'abbiamo fatto rilevare fin dall'inizio della legislatura dimettendoci, addirittura, dal Coordinamento Antimafia che presiediamo al fine di attirare l'attenzione sulla gravità della situazione, ma nessuno ha ascoltato”. È quanto afferma Adriana Musella, presidente dell’associazione Riferimento. “Ora non resta che prendere atto dello sfacelo del quale certo non possiamo gioire ma che ci rattrista molto. In queste ore tanti godono per quanto è accaduto ,ma non riusciamo a comprendere come sia possibile quando a farne le spese è un'intera regione. Il problema era di opportunità politica per una regione reduce da un voto anticipato essere inquisito, indagato non vuole dire essere colpevole Rimborsopoli non è un problema solo calabrese.

La Calabria aveva ed ha bisogno di tornare a credere e soprattutto non può permettersi inoperatività. Se si blocca tutto è davvero la fine. Ecco perchè parlavamo di opportunità Il nostro augurio è che tutto si possa chiarire e per il meglio. Quando, in merito alla situazione calabrese, liste per la regionali, nomine e così via, abbiamo sollevato un problema di opportunità e di etica pubblica ,il segretario regionale del PD calabrese, Ernesto Magorno, rispondendo alla domanda di un giornalista, ebbe a ribadire un concetto per cui lui faceva politica e che per certe cose c'era la magistratura cosa assurda e da me contestata in quanto c'è una precisa responsabilità della politica che non può essere ignorata. Oggi l'onorevole Magorno cosa dichiara? Non sarebbe stato meglio per tutti ,specialmente per la Calabria, un'azione preventiva e responsabile invece di attendere che i magistrati intervenissero a posteriori? Credo che i quadri di partito andrebbero come a Roma, anche in Calabria ,commissariati per procedere ad una bella lavatrice. Anche questa è una proposta non di oggi, ma da noi avanzata fin da gennaio”.

CALLIPO: "DECISIONE NUOVA GIUNTA ARRIVA TARDI"

Leggo con grande stupore la nota stampa diffusa dal segretario regionale del Pd sulle vicende giudiziarie che hanno coinvolto la giunta. Magorno chiede una nuova squadra di governo, con il coinvolgimento di tutte le forze sane di ogni ambito della società calabrese”. È quanto sostiene Gianluca Callipo.

“Ma è clamorosamente in ritardo. Se avesse agito in questo senso durante la composizione delle liste per le elezioni regionali e poi, dopo il responso delle urne, in sede di formazione della giunta, non saremmo a questo punto. Magorno non è credibile quando auspica maggiore apertura e coinvolgimento, perché sino a oggi la gestione del partito e le scelte che questo ha compiuto hanno coinciso esclusivamente con la sue.

Dopo le primarie, non è stato consentito alcun confronto con quei 55mila calabresi, pari al 42 per cento di chi ha partecipato alla consultazione preelettorale, che avevano fatto una precisa scelta di cambiamento. Oggi non basta invocare l'ennesima "profonda riflessione" all'interno del partito, perché non c'è nulla di così difficile da cogliere nell'analisi politica di questo brutto momento.

La verità è che ancora una volta la magistratura si trova incidentalmente a surrogare la mancanza di coraggio di una classe politica regionale incapace di esprimere un indirizzo inequivocabile di chiarezza e coerenza”.

CGIL: "SITUAZIONE INQUIETANTE"

La Cgil Regionale è “fortemente preoccupata delle ricadute negative che i provvedimenti adottati dalla magistratura nei confronti di numerosi esponenti politici, appartenenti a diverse forze politiche calabresi, hanno sul contesto istituzionale e sociale Calabrese”. La Cgil esprime “il suo massimo sostegno alla magistratura e auspica che i destinatari di tali provvedimenti possano dimostrare la loro estraneità agli addebiti mossi.

Ci auguriamo che il Presidente della Giunta sappia dare una svolta forte sul piano etico e professionale, prendere atto delle dimissioni già avvenute e comporre una nuova Giunta con personalità professionalmente forti ed eticamente inattaccabili. Crediamo che questa nostra Regione abbia bisogno di uno scatto di orgoglio e di moralità per dare punti di riferimento certi e credibili all’opinione pubblica democratica”.