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Spese “pazze” alla Regione: 8 consiglieri accusati di truffa e peculato

Reggio Calabria Cronaca
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È stata denominata operazione “Erga Omnes” ed ha portato all’esecuzione di otto ordinanze cautelari personali nei confronti di altrettanti Consiglieri Regionali della IX Consiliatura della Regione Calabria: le accuse nei loro confronti sono di peculato e falso, mentre sono stati sequestrati beni (per equivalente) per 2,5 milioni di euro ai danni di 27 indagati.

I provvedimenti sono stati eseguiti dai finanzieri del Comando Provinciale di Reggio, coordinati dalla Procura della Repubblica. Il Gip ha disposto gli arresti domiciliari per tre dei destinatari delle misure e quello del divieto di dimora per altri cinque.

Le indagini, effettuate anche con intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, avrebbero consentito di individuare diverse discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei Gruppi Consiliari Regionali (negli anni 2010, 2011 e 2012) e quanto invece è stato documentato con le presentazioni del rendiconto “annuale”, “celando il corretto impiego istituzionale per cui i fondi pubblici erano stati destinati”, affermano i finanzieri.

Secondo gli inquirenti in alcuni casi sarebbe stata presentata una doppia documentazione di spese al fine di ottenere dall’Ente un doppio rimborso.

AI DOMICILIARI ANCHE L’ASSESSORE DE GAETANO

Tra i destinatari del provvedimento c’è anche l’attuale assessore regionale Nino De Gaetano (del Pd), che è stato posto agli arresti domiciliari. De Gaetano, non rieletto in occasione delle ultime elezioni, è stato nominato dal governatore Oliverio come componente dell'attuale Giunta regionale di centro-sinistra.

TRA GLI ARRESTATI IL SENATORE BILARDI (NCD)

Coinvolto nell’inchiesta anche Giovanni Bilardi, anch’egli ai domiciliari. Come senatore della Repubblica, dell’Ncd, l'ordinanza a suo carico non è stata ovviamente eseguita perché si attente l'autorizzazione a procedere. Notificato invece uno dei divieti di dimora a Carmelo Trapani, ex collaboratore di Bilardi.

Ai domiciliari anche Luigi Fedele, ex assessore per il centrodestra mentre i divieti di dimora riguardano Alfonso Dattolo (ex capogruppo Udc ed assessore nella Giunta Scopelliti) e i consiglieri Pasquale Tripodi (Centro democratico), Nicola Adamo (Pd) e Giovanni Nucera (Udc).


I DETTAGLI

Il sequestro preventivo (di disponibilità patrimoniali per circa 2,5 milioni di euro) corrisponderebbe all’equivalente delle somme previste e stanziate per le attività istituzionali dei Gruppi Consiliari, ma ottenute sulla base di documentazione giustificativa ritenta falsa e, comunque, impiegate per finalità diverse da quelle istituzionali.

Le ipotesi di reato contestate nell’ordinanza di custodia cautelare del Gip sono configurate, a vario titolo, in ragione dell’incarico ricoperto dai 27 destinatari dei provvedimenti.

Il tutto ha origine da una ampia attività di indagine, che aveva lo scopo di verificare il corretto impiego delle somme stanziate dunque dalla Regione per il “funzionamento” dei Gruppi Consiliari. Dopo la catalogazione di una copiosa documentazione di spesa acquisita dagli inquirenti, si sarebbero riscontrato delle presunte condotte illecite contestate eseguendo accertamenti bancari, indagini tecniche, riscontri contabili esterni per una verifica oggettiva e soggettiva delle operazioni documentate dai vari esponenti politici.

Le attività svolte sull’impiego dei fondi - ai sensi della normativa regionale - hanno interessato dunque la IX Legislatura ed hanno riguardato tutti i gruppi politici operanti nel triennio 2010/2012.

Oltre alla non “idoneità” della spesa, sarebbero state rilevate dai finanzieri, “irregolarità oggettive e soggettive” delle prestazioni documentate, ovvero casi di operazioni inesistenti. Accurati riscontri contabili, “suffragati dagli accertamenti bancari esperiti sul conto delle varie compagini politiche - sostengono gli investigatori - hanno consentito di riscontrare diverse discrasie tra le movimentazioni ed i saldi in conto corrente dei citati Gruppi Consiliari e quanto documentato mediante la presentazione del rendiconto “annuale”, celando il corretto impiego per cui i fondi pubblici erano destinati”.

Un ulteriore elemento di frode sarebbe stato la doppia documentazione delle spese che, in alcuni casi, avrebbe consentito di ottenere un duplice rimborso a danno all’Ente nonché al proprio gruppo politico di appartenenza.

L’importo complessivo esatto delle somme contestate, in quanto non ritenute “conferenti con le finalità legislative afferenti il loro corretto impiego per motivi di ordine istituzionale/gestionale delle compagini politiche all’epoca dei fatti operanti in seno al Consiglio regionale della Calabria” ammontano a 2.491.263 di euro che, come detto, sono oggetto di una richiesta di sequestro per equivalente.


PRIMI EFFETTI DELL’INCHIESTA: DE GAETANO SI DIMETTE

"Con effetto immediato comunico le mie dimissioni dalla carica di assessore regionale e mi auto sospendo dal Partito Democratico". A seguito delle vicende giudiziarie che lo vedono coinvolto, Nino de Gaetano, pur dichiarando la propria estraneità ai fatti contestatigli ed avendo piena fiducia nell'operato della magistratura, ritiene di dover compiere quello che definisce "un atto politico dovuto" per non intralciare l'attività della giunta regionale e del presidente Oliverio”.


“RIMBORSOPOLI”, TUTTI GLI INDAGATI

Luigi Fedele, Pietro Aiello, Giovanni Nucera, Pasquale Maria Tripodi, Giovanni Franco, Alfonso Dattolo, Gianluca Gallo, Giovanni Emanuele Bilardi, Carmelo Trapani, Alfonsino Grillo, Claudio Parente, Salvatore Magarò, Antonino De Gaetano, Ferdinando Aiello, Giuseppe Bova, Nicola Adamo, Vincenzo Antonio Ciconte, Giuseppe Giordano, Emilio De Masi, Domenico Talarico, Sandro Principe, Demetrio Battaglia, Pietro Amato, Bruno Censore, Mario Franchino, Mario Maiolo, Carlo Guccione, Antonio Scalzo, Francesco Sulla, Agazio Loiero, Diego Fedele.

h 14.30 l L'indagine della Procura di Reggio Calabria sui fondi per i gruppi politici regionali non è ancora conclusa. Lo ha fatto capire il procuratore Capo Federico Cafiero De Raho, commentando i risultati dell'indagine "Erga Omnes", condotta dalla Guardia di Finanza che stamani ha eseguito 8 misure cautelari personali e 27 sequestri di beni.

Il procuratore, dopo avere chiarito che l'indagine verte sull'utilizzo dei fondi regionali negli anni 2010, 2011 e 2012, ha aggiunto: "La stessa Corte dei Conti, nella sua sezione di controllo della contabilità, sezione della Calabria, ha anche rilevato che nel 2013 numerosissime sono state le irregolarità riguardanti gli stessi fondi. Su questa parte - ha concluso Cafiero De Raho - la nostra indagine non si è ancora sviluppata". Il procuratore, conversando con i giornalisti, ha definito l'inchiesta "uno spaccato certamente molto ampio e diffuso di quella che è stata l'utilizzazione dei fondi regionali negli anni 2010, 2011 e 2012".

"In questo territorio ciascuno deve fare il proprio dovere fino in fondo, deve impegnarsi perchè la 'ndrangheta occupa ogni fetta di questo territorio, condiziona l'economia come la politica, e quindi la politica è il primo baluardo di legalità per il cittadino, e la giustizia, insieme alle forze dell'ordine che hanno una professionalità eccellente, non fanno altro che intervenire nella patologia del territorio". Lo ha detto il procuratore capo della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho.

Il procuratore, sollecitato dalle domande dei cronisti, ha rifiutato di commentare le ripercussione politiche dell'indagine sugli assetti attuali della Regione Calabria. L'indagine infatti vede coinvolti due assessori regionali, il vicepresidente della giunta regionale e il presidente del Consiglio regionale, tutti loro coinvolti quali ex consiglieri regionali della scorsa legislatura. "Sono valutazioni - ha detto Cafiero De Raho rispondendo alle domande - che dovrà adottare chi ha i compiti di governare la regione, speriamo come cittadini di questa terra che il futuro consenta di vedere una legalità diffusa che sia la stella polare che possa guidare tutti nella propria attività".

h 17:29 l OLTRE 1 MLN SEQUESTRATO AI 3 ARRESTATI

E’ di poco più di 1 milione e 150 mila euro la somma totale che il gip di Reggio Calabria ha disposto di sequestrare a carico dei tre ex consiglieri regionali destinatari di arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione Erga Omnes. A seconda del denaro percepito il gip ha disposto gli arresti domiciliari per tre indagati, la misura del divieto di dimora per altri 8, e ha lasciato in stato di libertà gli altri, disponendo pero' il sequestro preventivo per tutti e 27 gli indagati.

È di circa 400 mila euro la somma di denaro da sequestrare all'ex consigliere regionale Luigi Fedele, nonchè ex assessore regionale ai trasporti, finito agli arresti domiciliari. Secondo l'accusa, nella sua qualità di ex capogruppo del Pdl, Luigi Fedele si sarebbe appropriato, in concorso con il figlio, ma limitatamente alle erogazioni in favore del ristorante in Sant'Eufemia d'Aspromonte di cui è titolare quest'ultimo, di fondi del gruppo consiliare, per una somma complessiva di 42 mila e 700 euro negli anni dal 2010 al 2012.

Ammonta a oltre 410 mila euro invece la somma di denaro da sequestrare all'ex consigliere regionale Nino De Gaetano. Secondo l'accusa De Gaetano, nella sua qualità di ex capogruppo della "Federazione della Sinistra" si sarebbe appropriato di rimborsi per spese effettuate per finalità private e in ogni caso non ammissibili a rimborso. Il terzo destinatario di arresti domiciliari è il senatore Giovanni Bilardi, per il quale sarà richiesta l'autorizzazione a procedere. Nei suoi confronti il gip ha disposto un sequestro pari a 357 mila euro circa. Anche Bilardi, ex capogruppo di "Scopelliti Presidente", si sarebbe appropriato di rimborsi per spese effettuate per finalità private e in ogni caso non ammissibili a rimborso.

h 18:18 l PASTO CON CHAMPAGNE TRA SPESE CONSIGLIERI

Ci sarebbe anche un pasto consumato a Montecarlo nell'elegante ristorante Avenue 31, per l'importo di 727 euro con champagne tra i rimborsi contestati all'ex consigliere regionale Luigi Fedele. Spesa, secondo il gip, alla quale avrebbero contribuito anche due preziose bottiglie di champagne Laurent Perrier Rose, del valore di 190 euro ciascuna.

h 19:04 l A Fedele, alla voce materiale informatico del suo gruppo, è stata contestata una spesa per un importo di 1.505 euro sostenuta nel 2010 per l'allestimento del sito web personale dell'ex consigliere regionale Santi Zappalà, successivamente arrestato su ordine della DDA di Reggio Calabria. Il costo sostenuto per la promozione dell'immagine dell'allora consigliere Zappalà, secondo gli inquirenti, sarebbe “del tutto avulso dagli interessi del gruppo consiliare in quanto tale".