Padre fedele non violentò la suora, assolto in Appello

Cosenza Cronaca

Padre Fedele Bisceglia non ha stuprato la suora: a confermarlo la Corte d’Appello di Catanzaro che si è pronunciata oggi sulla vicenda che ha visto coinvolto il frate cosentino accusato di violenza sessuale.

Nel procedimento precedente, sempre davanti ai giudici di secondo grado, Padre Fedele era stato condannato a nove anni e tre mesi, sentenza che la Corte di Cassazione (il 18 settembre del 2014) aveva annullato con rinvio. Condannato, invece, a tre anni e quattro mesi, Antonio Gaudio, il segretario di Bisceglia.

Il frate fu arrestato nel gennaio del 2006 e rinviato a giudizio assieme a Gaudio il 9 gennaio del 2008. Entrambi furono condannati in primo grado (il 6 luglio del 2011) dal tribunale collegiale di Cosenza che inflisse nove anni e tre mesi di reclusione a padre Fedele e sei anni e tre mesi a Gaudio.

Il 17 dicembre del 2012 arrivò la prima sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che confermò le decisioni assunte in primo grado accogliendo la richiesta della Procura generale. Poi vi fu il ricorso della difesa alla Corte di Cassazione che annullò e rinviò gli atti nel capoluogo per una nuova pronuncia.

IL FRATE DOPO LA SENTENZA: "SONO COMMOSSO"

“Sono commosso, ci sentiamo più tardi". E' questo il commento del frate raggiunto al telefono dall’agenzia giornalistica Agi subito dopo la sentenza. Padre Fedele è tornato a Cosenza dopo una missione umanitaria.

PER LA CORTE “IL FATTO NON SUSSISTE”

La Corte di appello (Maria Vittoria Marchianò presidente, Giancarlo Bianchi e Gianfranco Grillone, giudici; Giuseppe Femia, cancelliere) ha assolto padre Fedele con la formula "perché il fatto non sussiste". Gaudio è stato invece condannato per un altro episodio di violenza su una ospite dell'Oasi francescana. Nell’udienza pecedente, Raffaela Sforza, sostituto procuratore generale, aveva chiesto una condanna a 9 anni e 2 mesi per il frate ed a 6 anni e 2 mesi per il segretario.

Il legale di padre Fedele, Eugenio Bisceglia, e Franz Caruso hanno rilasciato la seguente dichiarazione: "Siamo davvero molto soddisfatti, e anche stanchi per il lavoro svolto. Ma ne valeva la pena".

"Voglio ringraziare anche i colleghi del mio studio e anche Andrea Felci della Lormar di Roma, - dichiara Bisceglia - un'agenzia di investigazioni che ci ha dato una mano molto importante ma soprattutto voglio dire che tutto questo si poteva evitare. Già 9 anni fa, - afferma - solo leggendo per bene le si poteva assolvere Padre Fedele, risparmiando tempo e fatica".

Padre Fedele Bisceglia ha dichiarato all’Agi: "Dire che sono contento è troppo poco. La prima cosa che ho fatto è andare al santuario della Madonna della Catena, a Laurignano - ha detto padre Fedele - per pregare la Madonna. Io ho pregato la Madonna perché le autorità ecclesiastiche mi diano di nuovo cio' che mi hanno tolto - ha detto l'ex frate - e ricordate che io perdono tutti e spero di incontrare presto la suora, che invito a convertirsi. E voglio anche ricordare Antonio, il mio segretario, che è stato condannato - ha detto padre Fedele - ma voglio dire che lo abbraccio, perché è un bravo ragazzo. Per tante notti non ho dormito - ha concluso Padre Fedele - ma credo che, per la gioia, non dormirò neanche stanotte".

(Aggiornato alle 19:23)

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