In questa nuova edizione di CN24 tutte le copertine, come la prima pagina e le pagine delle province, si aggiornano automaticamente mostrando le nuove notizie. Inoltre, le categorie come Cronaca, Attualità ecc. sono riordinate in base agli articoli che leggi più spesso.

Mafia Capitale. Il Gip: Europee, voti della ‘ndrangheta per appoggiare Alemanno

Calabria Cronaca
Notizia correlata

Dall'ordinanza di custodia cautelare del gip Flavia Costantini relativa alla cosiddetta operazione “Mafia Capitale” emergono alcune circostanze che farebbero ritenere agli inquirenti come il presidente della Coop “29 giugno”, Salvatore Buzzi, si sarebbe rivolto alla 'ndrangheta quando, occasione delle elezioni al Parlamento europeo (del maggio 2014) Gianni Alemanno gli avrebbe chiesto di sostenerlo come candidato nella Circoscrizione sud della lista di “Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale”. L’ormai ex sindaco di Roma, concluso il suo mandato, secondo quanto si apprende dalle carte avrebbe chiesto appoggio a Buzzi che a sua volta e tramite un imprenditore, Giovanni Campennì, decise così di rivolgersi all'organizzazione criminale "per procurare i necessari consensi".

Il gip, ricostruisce la vicenda facendo riferimento ad alcune conversazioni del presidente della Coop e che venero intercettate dai carabinieri del Ros. Il magistrato scrive difatti un colloquio, risalente al 21 marzo del 2014, in cui Buzzi riferì a Carminati sull'esito “di un incontro avuto poco prima con Alemanno presso gli uffici della Commissione Commercio a Roma”.

Buzzi, riporta sempre il giudice, avrebbe informato Carminati del sostegno richiesto da Alemanno ("no, no era pe' la campagna elettorale... una sottoscrizione e poi se candida al sud") rappresentandogli inoltre di aver individuato Campennì come “strumento idoneo per assecondare tale richiesta".

Il giorno dopo, il presidente della Coop 29 giugno avrebbe poi contattato "Giovanni Campennì, al fine di interessarlo alla vicenda ("da' 'na mano a Alemanno .. in campagna elettorale ..."). Scrive ancora il Gip che il tentativo "di Buzzi di mascherare, in maniera evidentemente strumentale con l'interlocutore ("sto numero è intercettato ... però so’ telefonate legali..."), l'illecita richiesta pervenutagli, facendola passare come innocua e legittima istanza volta ad ampliare il consenso elettorale ("... basta che non sia voto di scambio .... tutto e' legale ... uno puo' votà gli amici???!!!"), nell'ambito di una circoscrizione elettorale particolarmente ampia ("...mica può venire lì! Scusa ... no perché la circoscrizione è grandissima ... Abruzzo, Campania, la Calabria, Puglia, Basilicata... come cazzo fa?"), veniva perfettamente compreso da Campennì, il quale, avendo evidentemente ben inteso il vero senso della richiesta ("ah ste chiamate so legali?"), aderiva prontamente alla richiesta, non potendo evitare, tuttavia, di sottolineare la propria capacità di poter attingere a un ampio bacino di consensi pilotabili, facendo ricorso a una metafora particolarmente espressiva ("va bene ... allora... è qua la famiglia è grande... un voto gli si dà")".

Sempre in base a quanto riporta l'ordinanza cautelare, Salvatore Buzzi avrebbe assicurato ad Alemanno il proprio intervento in suo favore, promettendo l'inoltro a un membro dello staff, Claudio Milardi, di una lista di persone “allusivamente chiamate 'amici del sud' capaci - annota il Gip - di esprimere cospicui pacchetti di voti ("che ti possono dare una mano co' ... parecchi voti")”. La scelta di Campennì e di altri cosiddetti 'amici del sud' (tra i cui Rocco Rotolo e Vito Marchetto) secondo i magistrato "rientrava in una precisa valutazione delle potenzialità che a costoro venivano attribuite: la loro appartenenza a una consorteria 'ndranghetista, capace di condizionare il voto nella terra d'origine ("i mafiosi ... che quelli controllano i voti").

A pochi giorni dalle elezioni, però, a causa di un errore da parte di un collaboratore di Buzzi, Carlo Guarany, sarebbe stata consegnata a Milardi una lista di persone difforme da quanto disposto dallo stesso presidente della Coop che avrebbe reagito con violentissima reazione vedendo vanificare quanto programmato: "i nomi degli 'ndranghetisti erano ... ma come se fa a sbaglià così?", "erano i nomi delle persone fedeli, ma che cazzo dai i nomi de tutti".

Sempre secondo l tesi del Gip il gip la segreteria di Alemanno, il 23 maggio e a due giorni dalle elezioni, contattò Campennì per ricevere del materiale elettorale.