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Calcioscommesse. Il magistrato: calcio centro di un business globale

Calabria Cronaca
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Secondo gli inquirenti che hanno eseguito l'inchiesta (della Dda di Catanzaro) denominata "Dirty Soccer" su presunti condizionamenti dei campionati di calcio di Lega Pro e Lega Dilettanti (e che ha portato ieri al fermo di 50 persone, 70 invece il totale degli indagati), i componenti delle due organizzazioni criminali sgominate non avrebbero avuto problemi di liquidità finanziaria.

Dalle carte dell'inchiesta emergerebbe difatti il ruolo di un cittadino albanese Edmond Nerjaku, detto Ed, coinvolto nell’indagine e che sarebbe il “finanziatore di combine e legato a gruppi criminali che mettevano sul piatto della bilancia un milione di euro a disposizione per combinare li incontri sportivi.

IL PM ROMANO: UNO SPORT DIVENTATO COME LA BORSA

"Questo mondo del calcio sommerso della Lega nazionale dilettanti e della Lega Pro - scrive il sostituto procuratore Elio Romano - si è allontanato dallo sport vero e proprio ed è diventato simile alla 'Borsa', in cui le maggiori società calcistiche del campionato professionistico sono quotate". Il titolare delle indagini aggiunge inoltre che "purtroppo, però, dalla Borsa il calcio ha anche mutuato … il fenomeno illecito di chi anticipa e vende notizie riservate sullo stato delle società e/o azioni (meglio conosciuto in ambito societario-commerciale come insider trading), solo che in questo caso si anticipano e si vendono, corrompendo i partecipanti all'evento sportivi ed in primis i giocatori, i risultati delle partite, spesso associati al numero di gol segnati, realizzando in un solo momento immensi guadagni a scapito, come già detto dei tifosi, di chi crede realmente nello sport e, sotto un profilo anche economico, degli scommettitori onesti".

"Bisogna prendere atto che lo sport più amato dagli italiani - prosegue il magistrato titolare dell’inchiesta - è diventato il centro di un business globale, dove anche la partita di un campionato italiano ‘minore’ può essere giocata sui siti Internet di tutto il mondo e, se truccata, può diventare il moltiplicatore di enormi guadagni illeciti".

Per sostenere questa tesi il pm riporta anche alcuni esempi in cui viene sottolineata la “condizione di assoluta influenza” delle scommesse nell’ambiente del calcio. Come il caso della partita Juve Stabia-Lupa Roma del Girone C di Lega Pro, che sarebbe stata oggetto della segnalazione di un flusso di gioco anomalo da parte dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli di stato. Venne difatti notata nelle giocate “una predominanza … sul segno 1 equivalente ad un importo di oltre 68 mila euro”. Inoltre viene sottolineato , tra i risultati ritenuti concordati, un clamoroso 7-2 nella gara Andria-Puteolana, giocata nel novembre del 2014. La scommessa relativa prevedeva, allora, una giocata di over 3.5 (con oltre tre reti) per la quale la quotazione era di 2,42.

SCHEDE SIM ESTERE PER SCAMBIARSI INFORMAZIONI

Gli inquirenti sottolineano poi come i membri del gruppo utilizzassero delle sim telefoniche, intestate fittiziamente a cittadini stranieri, in modo da “rimanere in contatto per scambiarsi le informazioni sulle partite alterate". Tra le righe dell’ordinanza di fermo, viene infatti evidenziato che le stesse schede telefoniche erano utilizzate quasi "come dei citofoni" per conversare sui presunti traffici illeciti e, ovviamente, per eludere possibili ascoltatori esterni.

Non sempre però i risultati delle partite "combinate" andavano secondo i piani stabiliti come è successo il 2 novembre 2014 quando il Neapolis, del presidente Mario Moxedano, ritenuto tra i protagonisti del sistema, uscì sconfitto per una rete a zero sul campo del Due Torri. Gli investigatori riferiscono che il presidente del club avrebbe chiesto per telefono spiegazioni al ds Antonio Ciccarone.

LA PARTITA SFUGGITA DI MANO E LA GUARDALINEE TROPPO ATTENTA

Nel mirino anche una guardialinee donna, accusata di essere “eccessivamente attenta ad un calciatore” richiamando frequentemente l'attenzione dell'arbitro sul suo comportamento. Il direttore sportivo Ciccarone avrebbe riferito di difficoltà tecniche dovute ad un eccessivo agonismo degli avversari ma anche e di una inferiorità numerica dei suoi giocatori causata da un'espulsione:

"Preside’, ma non è che abbiamo giocato.. Cioè ... Abbiamo trovato una squadra contro agguerrita, in tutti i sensi preside’. Addirittura, a fine primo tempo, Raffaele si stava facendo cacciare fuori perché è stato provocato da uno e poi io non me ne ero nemmeno accorto, se n'è accorto il ragazzo c'era una guardialinee donna che chiamava sempre la panchina: attenti al 10... Attenti al 10 ... che stava chiamando l'arbitro".

L'allenatore della squadra sostituì il giocatore per evitare l'espulsione e il ds riferì dell’accaduto al presidente, sostenendo di aver chiesto al tecnico spiegazioni in proposito: "... gli ho detto perché l'hai sostituito, perché giustamente si era innervosito e c'era una guardialinee, una put… la terra... che richiamava l'attenzione che lo vedeva nervoso e Bruno ha pensato: ‘che vedo fare, lo devo far cacciare fuori a questo? E a 10 minuti dalla fine ha pensato che era meglio levarlo di mezzo per non farlo cacciare fuori".

IL “TRADIMENTO”: A QUESTO PORCO DAGLI UNA MAZZATA IN TESTA

"Il porco" che non sarebbe stato ai patti, facendo perdere il Neapolis contro il Due Torri, meritava una lezione. Il presidente della società, l'allenatore Bruno Mandragora ed il direttore sportivo sarebbero così andati su tutte le furie accusando qualcuno di aver violato i patti. Nel colloqi intercettato dopo la gara, il colloquio tra ds e mister sul "traditore", evidentemente noto ai due.

"Il tradimento subito stando a Ciccarone - dicono gli inquirenti - era imperdonabile e quel ‘porco’ che era andato fin a casa del presidente Moxedano a prenderlo in giro stringendo patti che aveva poi violato, avrebbe meritato una severa punizione".

Il colloquio, per gli investigatori è eloquente: Ciccarone: "Lui sa il danno che ha fatto... Lui e questo porco! E dai...sicuro... Tutto a posto... Tutto a posto... Dopo la prima cosa che tu dovevi dire, prendimi... Prendi a questo porco e dagli una mazzata in testa e schiacciagli la testa... Perché se noi abbiamo fatto un passo del genere è perché siamo in difficoltà.. O no Bru’...?".

h13:00 | Nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse che coinvolge dirigenti sportivi, ex calciatori e calciatori di Lega Pro e Lega D sono state avviate le richieste di convalida dei fermi predisposti dalla Procura di Catanzaro.

Dopo i 50 fermi emessi dalla Dda di Catanzaro, a firma del sostituto procuratore Elio Romano, saranno i pm delle procure competenti sui luoghi dove i singoli soggetti sono stati fermati a chiedere la convalida del provvedimento al giudice per le indagini preliminari.

h14:45 | Ci sarebbe anche una partita di basket fra gli eventi sportivi su cui gli organizzatori del calcioscommesse scoperto dalla Dda di Catanzaro avrebbero potuto puntare con certezza del risultato. E' quanto emerge dall'ordinanza di fermo dell'operazione "Dirty soccer". Al centro della vicenda il ds dell'Aquila Calcio Ercole di Nicola che il primo novembre 2014 riceve una chiamata telefonica da uno scommetitore straniero il quale gli offre 8.000 euro per una puntata "sicura" sulla vittoria della Juve Stabia. Di Nicola accetta e non perde l'occasione per chiedere all'interlocutore di ricambiare il favore "indicandogli - scrive il pm - una scommessa certa su cui puntare, ottenendo la segnalazione di una partita di basket".

h 16:14 | La Polizia ha posto sotto sequestro diversi appunti con cifre e riferimenti ad alcuni incontri di calcio. I sequestri sono stati effettuati nel corso di alcune perquisizioni a casa di alcuni dei fermati. Il particolare è emerso oggi, ma gli investigatori preferiscono non rendere noti molti dettagli, per non svelare ulteriori risvolti investigativi. Il materiale, infatti, è ora al vaglio del personale della squadra Mobile di Catanzaro che ha condotto le indagini insieme al Servizio centrale operativo della polizia. Secondo alcune indiscrezione si tratterebbe di alcuni "pizzini" con cifre ed incontri di calcio.

Il Codacons si costituisce parte offesa nel processo sul calcioscommesse. Lo rende noto l'associazione dei consumatori, che nella vicenda rappresenta gli utenti e i tifosi, evidentemente danneggiati dal fenomeno delle partite truccate. "Ci costituiamo oggi parte offesa in rappresentanza della categoria dei tifosi italiani, soggetti lesi sul piano morale e patrimoniale dalle alterazioni delle partite e chiederemo un risarcimento danni milionario nei confronti dei responsabili di quella che è a tutti gli effetti una truffa a danno della collettività". È quanto afferma il Presidente Carlo Rienzi.

L'associazione annuncia anche un modulo, che sarà pubblicato nelle prossime ore sul sito www.codacons.it, attraverso il quale i tifosi delle squadre coinvolte nell'inchiesta della Procura potranno chiedere un indennizzo in relazione agli incontri pilotati.

"Il danno subito da una moltitudine di soggetti è evidente: chi ha speso soldi per accedere agli stadi, per abbonamenti, trasferte, scommesse relative alle partite truccate, potrà chiedere un risarcimento ai responsabili degli illeciti, oltre che il danno sul piano morale, per la lesione della buona fede con cui un tifoso segue la propria squadra del cuore". Rende noto il Codacons.