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Abbandonati dal Governo: bloccata la strada alternativa al Viadotto Italia

Cosenza Cronaca
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Si sentono abbandonati dal Governo: per questo motivo alcuni cittadini hanno occupato la strada utilizzata come percorso alternativo a seguito del crollo della campata del Viadotto Italia, avvenuto lo scorso mese di marzo.

I manifestanti, che si sono posizionati al centro della carreggiata, fermando così il traffico, lamentano i ritardi nella ricerca di soluzioni alternative e che stanno penalizzando la regione creando numerosi disagi alla circolazione ed al territorio.

Per urlare il loro dissenso hanno così bloccato l’arteria parallela nel tratto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra Mormanno e Laino Castello. Tra l’altro, proprio in quest’ultimo comune, si è tenuta oggi una manifestazione della Cgil con oggetto proprio il tema della mobilità e del lavoro, alla presenza dei sindaci di tutto il comprensorio ed ha cui ha partecipato almeno un migliaio di persone accompagnate da bandiere e striscioni.

“Abbiamo scelto Laino Castello come simbolo dell'abbandono della politica e del governo verso la Calabria in conseguenza di un fatto tragico, e sono due mesi che perdura questa situazione” ha affermato Michele Gravano, segretario generale della Cgil calabrese aggiungendo che “Non c'è un adeguato impegno del governo e non siamo rassicurati per le dichiarazione dell'Anas, perché sappiamo cosa ha fatto in Calabria”. “Se non si interviene subito, - ha concluso - salterà la stagione turistica e sarà un ulteriore aggravamento per la situazione dell'occupazione”.

“Il crollo del viadotto - ha ribadito dal canto suo Pier Giovanni Cosenza, sindaco di Laino Castello - riguarda tutta la Calabria e anche la Sicilia ed è ora di pensare ad una viabilità alternativa che possa servire il territorio in futuro”.

A chiudere l’incontro, Fausto Durante, responsabile del segretariato Europa della Cgil, che ha ribadito che “non è accettabile che una grande regione del Sud soffra un ulteriore appesantimento della sua situazione economica e sociale per il cedimento di un viadotto”.