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Quintieri (Radicali): Calabria come il Veneto, rischia commissariamento

Calabria Attualità

"E’ sempre la solita storia. Ci dobbiamo sempre distinguere in maniera negativa. Nonostante tutto il tempo avuto a disposizione la Regione Calabria non ha attivato nei tempi previsti le strutture alternative per gli internati ed ora rischiamo, come il Veneto, di venir commissariati dal Ministero della Salute". Lo afferma Emilio Quintieri, esponente dei Radicali Italiani.

"La chiusura ufficiale degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (Opg) - continua la nota - sarebbe dovuta avvenire ieri 31 marzo 2015 ma, ad oggi, nessuno di questi luoghi di “estremo orrore”, come ebbe a definirli il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha chiuso i battenti come previsto dalla Legge nr. 81/14".

"E la colpa è da ascrivere anche all’inerzia delle Regioni come la Calabria – prosegue Quintieri – che non avendo le Residenze per le Misure di Sicurezza (Rems) non permette la chiusura di questi vergognosi ed indecenti manicomi criminali. In particolare, nel caso specifico, l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto in Provincia di Messina ove sono internati 31 pazienti calabresi, 5 dei quali non sono stati riconosciuti idonei dalla Magistratura di Sorveglianza per essere dimessi perché ritenuti ancora “socialmente pericolosi” sulla base delle relazioni fatte dai Medici Penitenziari".

"La Regione Calabria - aggiunge - aveva individuato due strutture ove ospitare i detenuti psichiatrici, una nel Comune di Santa Sofia d’Epiro in Provincia di Cosenza, la cui attivazione sarebbe prevista per il 1 luglio 2015 e l’altra nel Comune di Girifalco in Provincia di Catanzaro, in un ex Manicomio, della quale al momento si disconosce la data di presunta attivazione ed ognuna in grado di ospitare 20 internati. Per queste strutture lo Stato ha devoluto alla Regione circa 7 milioni di euro (6.572.522,28 euro) e, nello specifico, 682.522,28 euro per quella di Santa Sofia d’Epiro (con un ulteriore spesa del 5% della Regione di 35.922,23 euro) e 5.890.000,00 euro (con un ulteriore spesa del 5% della Regione di 310.000,00 euro) per quella di Girifalco. Per questi motivi, nel frattempo, la Regione Calabria, ha chiesto alle Regioni limitrofe, di poter ospitare gli internati calabresi non dimissibili. In tal modo, aggiunge l’esponente radicale, viene reso vano il principio della riforma che sancisce la territorialità della misura e della cura e quindi il superamento delle vecchie logiche manicomiali. Qualcuno considera gli internati come “pacchi postali” ma ci si dimentica che sono esseri umani ed hanno bisogno anche della vicinanza e dell’affetto dei propri familiari che, nella stragrande maggioranza dei casi, specie per questioni di natura economica, non possono raggiungere gli Istituti posti lontano dalla Calabria".

A confermare le dichiarazioni del radicale calabrese anche il Direttore dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto Dott. Nunziante Rosania, originario di Salerno, specializzato in criminologia clinica e in psichiatria e perfezionatosi in psicoterapia e psicanalisi “Per ora non chiudiamo perché non sapremmo dove mandare gli internati pugliesi, calabresi e lucani che non hanno strutture pronte nelle loro Regioni.” Un ulteriore problema è costituito dal fatto che l’Opg di Barcellona Pozzo di Gotto non potrà più accogliere quei soggetti provenienti anche dalla Calabria che, nelle more, dovessero essere arrestati dalle Forze dell’Ordine e ritenuti incapaci di intendere e di volere da parte della Magistratura oppure quei soggetti autori di reati riconosciuti affetti da vizio parziale di mente che dopo aver terminato la pena ordinaria debbono essere internati per l’esecuzione della misura di sicurezza. “Di sicuro non potranno rientrare in Opg e io non posso mettermeli in tasca” conclude il Direttore.

Ed in Calabria, prosegue Quintieri, non abbiamo nemmeno dei Reparti Penitenziari di Osservazione Psichiatrica eccetto quello, insufficiente, esistente all’interno della Casa Circondariale di Reggio Calabria. Da tempo, ne avrebbe dovuto essere aperto un altro presso la Casa Circondariale di Catanzaro ma né questo Reparto né il Centro Diagnostico Terapeutico è stato aperto e reso funzionante e non se ne comprendono i motivi determinando l’invio dei detenuti per l’osservazione psichiatrica o per la cura di altre patologie negli Istituti Penitenziari attrezzati posti fuori dalla Calabria (Livorno, Napoli Secondigliano, etc.). Ed è provato che gli allontanamenti dei detenuti dal nucleo familiare, specie nei momenti di fragilità psichica, possono risultare del tutto destabilizzanti per gli stessi e comportare atti auto ed eterolevisi anche gravi di tipo suicidiario.

"Come Radicali – conclude Emilio Quintieri – chiediamo alla Regione Calabria, di attivarsi per l’apertura immediata delle strutture residenziali di Santa Sofia d’Epiro e Girifalco al fin di evitare ulteriori disagi ai cittadini calabresi pazienti/internati ed ai loro congiunti e per evitare la pessima figuraccia del commissariamento da parte del Governo affinchè provveda in via sostitutiva a dare attuazione a quanto stabilito dal Parlamento".