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Fiamma tricolore sull’operazione “Sistema”

Calabria Politica

"Cominciamo a credere di essere discendenti di Nostradamus! Incredibile ma vero: il giorno successivo al comunicato stampa riguardante i problemi del tratto di SA-RC tra Laino Borgo e Mormanno inviato il 15 marzo scorso, in cui tra l’altro si è fatto riferimento alla vista corta e alle tasche profonde di chi amministra la cosa pubblica, viene arrestato Ettore Incalza, superburocrate degli appalti pubblici in carica da ben 14 anni e che ha attraversato diversi governi proprio per la sua spiccata capacità nello svolgere il proprio “dovere” in modo assolutamente bipartisan". E' quanto si legge in una nota di Fiamma tricolore.

"Questa volta - continua la nota - i magistrati hanno dato il nome corretto all’inchiesta “sistema”, perché è di questo che si tratta: di quel sistema di cui noi di Fiamma Tricolore non abbiamo mai voluto far mai parte da quando, nell’ormai lontano 1995, sentendo puzza di bruciato rinunciammo ad entrare in Alleanza Nazionale, un partito nato per fare parte del sistema. Noi, da allora, siamo contro questo sistema clientelare e corruttivo che attraversa gran parte dei partiti esistenti in Italia, senza distinguo tra centrodestra e centrosinistra, ed è per questo che ci auguriamo che le indagini vadano avanti, anche perché non crediamo che Incalza sia l’unico attore di questa tragica commedia, in cui si cominciano a sentire anche altri nomi come Lupi o Alfano, e non crediamo nemmeno siano solo loro a dover dare, innanzi tutto, le dimissioni e poi qualche spiegazione. Crediamo che lo stesso Presidente del Consiglio dovrebbe rassegnare le dimissioni, in quanto designatore della squadra di governo e di tutto ciò che ne consegue, così come avverrebbe in un paese normale, ma noi viviamo in quell’Italia che, in nome della democrazia non si votano più i governi e i governanti vengono scelti a simpatia dal presidente della repubblica di turno, e chi truffa e delinque alle spalle dei cittadini ricopre ruoli apicali per decenni persino nel calcio, lo sport nazionale divenuto ormai una lavatrice per il riciclaggio di danaro sporco.

Noi pensiamo che sarebbe ora di darci un taglio ormai. La rivolta deve partire dal popolo; non possiamo più accettare che si continui a governare cosi la nostra Patria dove chi governa, senza titolo, affama il popolo pur di mantenere una vita di vizi e sfizi.

Tutti questi soldi impiegati per le tangenti da dove pensate vengano fuori? Naturalmente dalle tasche degli operai, spesso sottopagati e costretti a turnazioni non di 40 ore settimanali ma di 84 e oltre, naturalmente neanche regolarmente retribuite, con buona pace di quell’altro elemento facente parte del sistema che sono i sindacati, oppure dalla scarsa qualità dei materiali impiegati dalle ditte appaltatrici e subappaltatrici, per cui è più facile, e non ci meravigliamo, che i ponti cadano ad una settimana dall’inaugurazione. Sono i soldi risparmiati sul ferro e sul cemento di quella opera che sono serviti a sfamare la famiglia del politicante e del faccendiere di turno.

Infine una chicca: inviteremmo i giudici dell’ inchiesta “sistema” a verificare come mai la galleria “Fossino”, tra il Km 148 e il Km 153, non è stata fornita di corsia di emergenza, come tutto il tratto successivo fino allo svincolo di Laino Borgo".