Cineforum: il sud non è un non ancora nord

Conferenza
  • Data
  • Luogo
    Centro Storico, Roseto Capo Spulico

Bisogna interrompere la lunga sequenza in cui il Sud è stato pensato come oggetto da altri. Il Sud ha in sé la sua completezza, non deve essere considerato come un non-ancora nord. Il Sud non costituisce uno stadio imperfetto ed incompiuto dello sviluppo, ma un altro sguardo, che mira a custodire un'autonomia rispetto al mondo sviluppato. Non bisogna pensare il Sud alla luce della modernità ma al contrario pensare la modernità alla luce del Sud.

Bisogna fissare criteri di giudizio diversi da quelli oggi in vigore, bisogna pensare un'altra classe dirigente, un'altra valutazione della povertà e della ricchezza. Il parametro della lentezza, con tempi e spazi propri, propone un modello culturale non fondato sulla produzione e sul consumo illimitati. La tutela di modelli culturali non-produttivistici sarà l'ancora di salvezza dell'umanità nel futuro. Noi meridionali dobbiamo essere i custodi e i propulsori di questa diversa concezione dell'economia. E non si tratta di ritornare al passato, ma di arricchire il futuro.

Tra linfa e prospettiva da queste celebri considerazioni del sociologo Franco Cassano nel famoso Il pensiero meridiano (1996) la nuova agorà itinerante di discussione in piazza promossa dall’associazione Otto torri sullo Jonio – Rete euro mediterranea per i turismi nel quadro delle diverse iniziative organizzate nel corso di tutto il 2018 per il ventennale dalla sua costituzione. –

Il sud non è un ancora nord. È, questo, il titolo dello speciale cineforum in piazza. – Finalizzata a promuovere sui territori la consapevolezza, la riappropriazione e la fruizione dei patrimoni identitari, a partire dalla rivitalizzazione e dalla riqualificazione dei centri storici e della rete di esperienze sempre crescenti di giovani ritorni manageriali alla terra, l’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’itinerario del progetto Nostos – Marcatori Identitari per i turismi e della 5a edizione di Natale dentro le mura promossa dall’Amministrazione Comunale guidata dalla Sindaca Rosanna Mazzia.

Alla proiezione del docufilm Ritorno sui monti naviganti seguirà il dibattito in piazza coordinato dal direttore Lenin Montesanto e da Stefania Emmanuele, sociologa impegnata a Civita. – Paolo Rumiz è un giornalista e scrittore triestino che ogni anno (dal 2001) compie un viaggio alla ricerca di luoghi abbandonati e frammenti di storia perduti. Al suo fianco Alessandro Scillitani, regista, che cattura tutti i momenti di queste lunghe esplorazioni e ne realizza dei lungometraggi. In particolare, il docufilm Ritorno sui monti naviganti ripropone l'esperienza del 2006. – A bordo di Nerina, una Topolina blu che sa di “ferro e praterie”, Rumiz intraprende un percorso fatto di “curve nella pancia del Paese” lungo l’Appenino. Il racconto si dipana attraverso la Penisola, in compagnia di una straordinaria rete di persone conosciute nei vari paesi, concludendo in Calabria (Altomonte, Riviera dei cedri, Africo).

Una narrazione corale, con numerose testimonianze che, dopo la proiezione, continuerà con le testimonianze reali di Rosita Mastrota produttrice di Cerchiara di Calabria, di Rossella Stamati produttrice ed imprenditrice turistica di Plataci, di Giovanni Rodia regista originario di Longobucco, di Massimiliano Tagliaferri Maestro Pasticciere protagonista dell’omonimo Caffè Storico nel Centro Storico di Rossano, di Laura Barbieri co-protagonista dell’Hotel, del Ristorante e della Bottega di Casa Barbieri di Altomonte, di Cinzia Pantusa produttrice di Spezzano della Sila, di Luigi Adinolfi produttore di Oriolo, di Paolo Garofalo responsabile della Fichi Garritano 1908 Cosenza, di Enrico Calzuola dell’Experience Cafè di Rocca Imperiale, di Angelo ROSA presidente del Consorzio Fico Essiccato di Cosenza e di Caterina Ceraudo protagonista del famoso Ristorante Dattilo (Stella Michelin) a Strongoli e Premio Michelin Donna Chef 2017.